Le opere di Lodola illuminano Milano
MILANO. Ieri sera al Castello Sforzesco di Milano, nell'ambito della rassegna 'La Bella Estate di Milano", Vittorio Sgarbi ha inaugurato 'Lodolandia", la mostra personale dell'artista pavese Marco Lodola (e curata da Luca Beatrice) che intende raccontare l'arte del 'maestro della luce". Si tratta di un percorso cronologico nella sua poetica, nata dalle esperienze del neo-futurismo e della pop-art americana, affinatasi poi con le lunghe sperimentazioni sull'impiego di materiali di uso quotidiano, come le luci e i neon.
Esposte nelle sale del Castello sono una trentina di opere, tra sculture luminose, plastiche, dime su tela e disegni. Insieme a una ventina di sculture luminose di grande formato (realizzate in lamiera di metallo e lastre di policarbonato) sparse per la città. Le opere disegneranno un percorso tra piazze e strade, da Via Dante a Corso Vittorio Emanuele, passando attraverso Piazza dei Mercanti e Piazza Duomo, per giungere infine in Piazza San Babila. L'obbiettivo è dialogare col capoluogo meneghino, o meglio, dice l'artista: 'Illuminare la città, portando il mio mondo di luce e colore in quello reale (e grigio, ndr.) di Milano". Figure senza volto, ballerini, sportivi, musicisti, animali e scheletri a neon, l'universo al gran completo di Lodola entra cosi nel cuore di Milano per dialogare con la città, con le sue pubblicità luminose, con le insegne dei bar e l'arredo urbano. 'Lodolandia - spiega Sgarbi - è un pianeta mentale, virtuale, ma anche uno strumento attraverso cui attuare un programma di 'cosmesi urbana", in modo che l'arte possa arrivare a tutti, entrare concretamente nel quotidiano".
Lodolandia, fino al 16 settembre, Castello Sforzesco e sedi varie (info tel. 02/76009085).
Chiara Argenteri