Due medici tra i terroristi
LONDRA. L'allarme terrorismo in Gran Bretagna resterà «critico» finché tutti i membri del gruppo responsabile dei falliti attacchi dinamitardi del week end non saranno individuati. È il massimo dei cinque livelli previsti, che segnala il rischio di attentati imminenti.
L'annuncio, tutt'altro che rassicurante, è arrivato ieri dal governo Brown, reduce da un battesimo di fuoco, che in due giorni ha riportato la Gran Bretagna al terrore del luglio 2006. Proprio mentre prosegue la caccia all'uomo per le autobombe di venerdi a Londra e sabato a Glasgow, arriva la notizia che due dei sospetti catturati tra sabato e domenica notte, il 26enne giordano Mohammed Asha e l'iracheno Bilal Abdullah, entrambi medici che lavoravano in ospedali inglesi, potrebbero essere le menti degli attentati. Due professionisti istruiti, attratti dall'ideologia di Al Qaeda: è una rivelazione shock per la Gran Bretagna. Non si spegne dunque lo stato di allerta, mentre Scotland Yard sguinzaglia i propri uomini in tutto il paese alla ricerca di altri membri della cellula terroristica ideatrice degli attacchi. Con il fermo di altri due uomini - un 25enne e un 28enne «non di origine scozzese» - nella notte di domenica nella zona di Paisley, sudovest di Glasgow, che sarebbero coinvolti nell'assalto con la Jeep Cherokee imbottita di gas all'aeroporto della città, il numero degli arresti ieri è salito a sette. Tutti «mediorientali» secondo indiscrezioni della stampa, non confermate ufficialmente dalle autorità. E la polizia sarebbe sulle tracce di almeno un altro indiziato.
Intanto proseguono le indagini: 19 le perquisizioni effettuate in tutto il paese per il ministro degli interni Jaqui Smith, che ieri in un intervento alla Camera dei Comuni ha dichiarato: le due autobombe scoperte a Londra «avrebbero potuto provocare un numero significativo di vittime». Elogiando la capacità preventiva dimostrata da polizia e artificieri, Smith ha concluso: «Il terrorismo è una minaccia seria, ma non ci faremo intimidire».
Restano ai massimi livelli in tutto il Regno Unito anche le misure di sicurezza: ieri mattina sono scattate severe restrizioni sull'accesso a tutti gli scali aeroportuali, che vietano ad auto e taxi di avvicinarsi ai terminal; mentre i passeggeri sono stati invitati a far uso dei mezzi pubblici per raggiungere gli scali. Intensificati i controlli della polizia anche sui veicoli in circolazione su strade urbane ed extraurbane, specie in prossimità delle stazioni ferroviarie: secondo il governo la misura continuerà per alcuni giorni.
Ieri pomeriggio, attimi di paura al Royal Alexandra Hospital di Glasgow, dove lavorava Abdullah ed è attualmente ricoverato un altro passeggero della jeep, gravemente ustionato e in condizioni critiche, quando la polizia fatto detonare un'auto sospetta.
Gli ultimi due fermati sarebbero stati traditi dai cellulari: quegli stessi telefoni che dovevano far detonare l'esplosivo portato dalla jeep, e fallendo hanno evitato una strage, hanno permesso alla polizia di rintracciare le abitazioni dei loro possessori grazie alle telefonate ricevute nella notte tra giovedi e venerdi. Intanto, filtrano indiscrezioni sul fatto che le autorità fossero sulle tracce della cellula terroristica in Scozia pochi minuti prima che i due uomini si lanciassero a bordo della jeep in fiamme contro il terminal principale dell'aeroporto di Glasgow.