Cresce il pressing su Visco


ROMA.Vincenzo Visco nel mirino della Cdl. Ventiquattr'ore dopo la notizia di eserre indagato per abuso di ufficio e minacce all'ex comandante della guardia di Finanza, Roberto Speciale, il viceministro dell'Economia mette in imbarazzo il governo, con mezza opposizione che ne chiede le dimissioni. Il tutto nel giorno in cui il presidente della Commissione difesa del Senato, Sergio De Gregorio, annuncia che Speciale starebbe «riflettendo sull'ipotesi di fare ricorso al Tar contro la sua rimozione».
«E' una vergogna che Visco rimanga ancora al suo posto, la sua sfrontatezza è superata solo da quella di Prodi e Padoa-Schioppa che lo tengono nel suo incarico», attacca Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale. Per Gasparri «se a un personaggio già condannato in tribunale e ora indagato per l'aggressione alle forze dell'ordine si affidano le entrate fiscali la rivolta fiscale è una giusta reazione democratica». Sulla stessa lunghezza d'onda la Lega, che invita «a fare fagotto» sia Visco che Prodi. «Con quale faccia il viceministro è andato a un convegno a Modena a parlare di equità e finanza locale?» si chiede Angelo Alessandri, presidente federale della Lega Nord. «Visco l'unica cosa sensata che avrebbe potuto fare è dare immediatamente le dimissioni», aggiunge l'esponente lumbard.
Se An e Lega partono lancia in resta Forza Italia e Udc hanno una posizione più morbida. Le dimissioni? Formalmente non sono richieste ma è evidente che entrambi i partiti le considerano un evento inevitabile. «Non sono garantista a intermittenza o secondo le convenienze», premette Pier Ferdinando Casini. Per l'ex presidente della Camera «sarà la magistratura a spiegarci se e come Vincenzo Visco ha sbagliato ma il mio parere è che dovrebbe dimettersi per ragioni che sono tutte politiche: ad esempio per la stretta sugli studi di settore e per l'introduzione degli indici di normalità economica che hanno messo in ginocchio intere categorie di contribuenti». «Essendo garantisti, non saremo noi a chiedere le dimissioni del viceministro Visco al quale è arrivato un avviso di garanzia per reati molto gravi», gli fa eco il vicecoordinatore forzista, Fabrizio Cicchitto. «Dovrebbe essere lui a capire che la sua posizione è diventata insostenibile e che costituisce un problema per il suo stesso governo», aggiunge Cicchitto, coinvolgendo nell'affaire anche Padoa-Schioppa che è «andato in Parlamento a raccontar balle sia su Speciale che su Visco». Nell'opposizione solo la Dc di Gianfranco Rotondi è coerente con il «credo» garantista che dichiara, invitando la politica a «non emettere sentenze».
E la maggioranza? Sono pochi a spendersi in difesa di Visco. «Non enfatizzerei troppo» dice Luigi Li Gotti, sottosegretario alla Giustizia. Solo Oliviero Diliberto difende Visco. «Se si fosse dovuto dimettere Berlusconi ogni volta che era indagato praticamente si sarebbe dovuto dimettere 1500 volte: mi sembra un argomento del cavolo».

Maria Berlinguer