Via l'Ici sotto i 150 metri quadri

ROMA.Il primo intervento sull'Ici arriverà con la prossima Finanziaria con la quale si inizierà ad abbassare il peso del fisco sulla prima abitazione, in affitto o di proprietà.
Ma l'obiettivo del Governo è più ampio e si pensa ad un percorso graduale: una volta varata la riforma degli estimi che, invece che sui vani si baserà sui metri quadri, si prevede infatti di arrivare ad una franchigia per l'Ici per appartamenti fino ai 150 metri quadrati, sia pure gradualmente. Non si tratterà dell'eliminazione tout court dell'imposta ma certo di una riduzione consistente considerando che, a regime (si parla del 2010-2011) chi, ad esempio, possiede una prima casa di 200 metri dovrà pagare l'Ici solo su 50.
Il percorso è ormai incardinato e il Governo con il varo del Dpef ha messo nero su bianco l'intenzione di intervenire già a partire dal primo anno. Lo strumento è quello della delega che ha iniziato ieri l'esame in aula alla Camera che però dovrà essere finanziata o attraverso l'assestamento di bilancio o attraverso la manovra per il prossimo anno. L'entità del primo intervento sull'Ici non è quindi ancora nota e questo anche perchè laplatea dei possibili beneficiari è molto ampia e il costo di un intervento esteso sarebbe altissimo.
Si partirà quindi con gradualità: intanto si pensa di aumentare la franchigia dagli attuali 103 euro fino a portarla a 290 euro. Ma questo non si potrà probabilmente fare in un solo anno. Poi, una volta a regime la riforma degli estimi, si passerà alla franchigia sui metri quadrati. Intanto però il meccanismo che sarà messo a punto prevede un calo della pressione fiscale sia sulle prime case di proprietà che su quelle in affitto.
Ma il governo punta a risolvere l'emergenza abitativa con un'azione 'a triangolo": alleggerire gli affitti, meno tasse sulla prima casa e offrire prime case a prezzi più ragionevoli, ad esempio attraverso una detassazione dei canoni concordati per i proprietari che scegliessero questa via invece dell'affitto libero. Si potrebbe inoltre ampliare anche l'attuale intervento di detassazione dei mutui previsto attualmente attraverso il quale si possono recuperare (via 730) gli interessi passivi versati alle banche. Complessivamente il costo della riforma per arrivare alla franchigia di 290 euro è pari a circa 2,5 miliardi ed è prevista, per i comuni che vedranno calare il loro gettito, una compensazione integrale da parte dello Stato.