Da ieri via agli orali con domande su Verga, Dante, storia e astronomia

VIGEVANO. C'è chi aspetta il suo turno con apparente tranquillità. Chi, invece, è in preda ad un'evidente ansia. Stati d'animo differenti tra gli studenti che ieri mattina si sono presentati nelle scuole cittadine per la prova orale, atto finale dell'esame di maturità. I giovani sono alle prese con una commissione mista, composta anche da membri esterni.
Al liceo scientifico Cairoli i ragazzi, in attesa del loro turno, sono impegnati negli ultimi ripassi. E intanto buttano un occhio all'aula, dove davanti alla commissione ci sono i loro compagni. Stefano Belloni, della VªA, è il secondo maturando della giornata interrogato dai professori: il suo colloquio è durato più o meno un'ora. In un clima, dice lui, «abbastanza disteso, non c'era tensione». La sua tesina multidisciplinare sviluppava l'argomento della dittatura, toccando storia, storia dell'arte, inglese, italiano, fisica e scienze. Dopo la discussione sulle prove scritte, ogni membro della commissione ha rivolto al candidato una domanda per disciplina. Stefano ha risposto a interrogativi su «Verga in italiano, Fichte in filosofia, sull'opera 'Waiting for Godot" di Beckett, architettura neoclassica per storia dell'arte, fusione all'interno del nucleo delle stelle per scienze e astronomia». Il voto? «Ancora non lo sappiamo», sorride Stefano. Che lascia il posto a Sonia Ben Sadok, sua compagna di classe. Sonia esce, dopo un'ora e forse più di colloquio, ancora molto emozionata. «Ero molto agitata - confessa - ma la commissione mi ha fatta sentire a mio agio. Ho studiato fino a tardi e mi sono anche svegliata presto stamattina». La sua tesina riguardava il ventesimo secolo, e il susseguirsi di rivoluzioni. Per lei domande sull'ultimo canto della Divina Commedia, la rivoluzione russa in storia, Hegel di filosofia, impressionismo in arte, Joseph Conrad di letteratura inglese, le placche per quanto riguarda scienze. «Adesso che è finito tutto? Mi rilasso e vado in vacanza. E poi mi iscriverò a medicina». Una piccola pausa anche per la commissione e poi tocca a Carmela Cambareri, che finisce il suo esame verso l'una. «Ero agitata - dice appena uscita - penso di aver risposto più o meno a tutto: i professori ci aiutavano ed erano disponibili». «Il sogno» era il titolo della tesina su cui ha lavorato. Con collegamenti su Freud, Joyce in inglese, surrealismo in arte e Montale per italiano. Per lei domande sul confronto tra Kant e Schopenhauer, sul comunismo di Stalin, sulla rotazione terrestre e sull'effetto termoionico. E dopo la conclusione della prova, finalmente la possibilità di rilassarsi.
Ilaria Cavalletto