Ancora furti in ospedale, scatta l'allarme
VIGEVANO. Subire un furto è sempre una brutta esperienza, ma in ospedale è pure peggio perché ci si sente più vulnerabili. Mercoledi si è verificato l'ultimo episodio in ordine di tempo. Un paziente ricoverato in un reparto dell'ospedale di Vigevano si è allontanato dalla stanza per sottoporsi a degli esami e al ritorno non ha più trovato il portafogli né gli effetti personali che aveva abbandonato sul comodino. «Questi furti non sono rari - spiega Carlo Veggiotti, direttore sanitario degli ospedali lomellini - . Di solito sono furti di poco conto, ma è difficile trovare i responsabili».
Secondo Veggiotti, dirigente dell'Azienda ospedaliera, furti di questo tipo si verificano in tutti i luoghi di cura, pubblici e privati. «Abbiamo notato che ci sono periodi in cui i furti si verificano più spesso e altri in cui non succede nulla - dice - . L'unico modo per fermarli sarebbe prendendo i ladri sul fatto, ma non è semplice». Proprio l'impunità favorisce il diffondersi di questo fenomeno. «Potrebbe trattarsi di uno o più specialisti dei piccoli furti, qualcuno che si finge parente dei pazienti - continua Veggiotti - . Addocchia una camera sempre aperta, cerca di capire se ci sono oggetti facilmente rubabili e colpisce appena il paziente esce. Quella del ladro specialista è un'ipotesi avvalorata da un'episodio. Qualche tempo fa a una dirigente dell'ospedale hanno rubato il portafogli ed è stato ritrovato qualche ora dopo vuoto, ma con ancora i documenti, vicino a un distributore di caffè della clinica Beato Matteo. E' probabile quindi che il ladro quel giorno abbia passato al setaccio prima l'ospedale poi la clinica».
Verrebbe da dire che per i ladri strutture pubbliche e private sono già sullo stesso piano se l'ironia non sembrasse fuori luogo dal momento che le vittime sono persone malate, in attesa magari di essere operate o di esami il cui esito potrebbe cambiare la loro vita. Proprio perché cosi vulnerabili, il furto pesa loro molto di più. «Qualcuno nemmeno lo denuncia - continua Veggiotti - perché non ha fiducia nella possibilità di recuperare gli oggetti rubati». O forse si vergogna.
La soluzione migliore, proprio come per le malattie, sembra essere la prevenzione. «Raccomandiamo ai degenti di stare attenti agli effetti personali, il che significa ad esempio non lasciarli in bella vista sul comodino - spiega Veggiotti - . Gli infermieri raccomandano ai paziente di consegnare loro gli oggetti di valore, beni che resteranno custoditi fino al termine della degenza. A volte i pazienti, per l'agitazione che la loro condizione di ricoverato porta con sé, lasciano in giro portafogli e oggetti di valore facilitando il lavoro dei ladri. A volte gli anziani perdono la dentiera, magari perché la lasciano nel bicchiere per le pillole. Poi buttano via il bicchiere e si dimenticano che dentro c'era la dentiera». Ma in quel caso non possono prendersela con nessuno.