«Caso Rom, i poteri straordinari al prefetto»

PAVIA. Marco Minniti, vice ministro dell'Interno, sarà a Pavia il 4 luglio per partecipare a una riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico. L'annuncio del rinvio dalla visita, fissata per oggi, è arrivato soltanto ieri. Slitta anche la riunione del Comitato. In Prefettura, comunque, a luglio si parlerà del caso ex Snia e della presenza delle famiglie Rom, ma il discorso dovrebbe essere esteso al tema sicurezza sull'intero territorio provinciale. La linea 'suggerita" all'esponente del governo sarà quella di nominare il prefetto 'commissario straordinario" attribuendogli, dunque, poteri molto ampi.
Minniti arriverà a Pavia grazie alla 'intercessione" della sua compagna di partito, ossia il sindaco Piera Capitelli. Ma nelle ultime ore palazzo Mezzabarba ha precisato più volte di essere solo uno dei soggetti istituzionali che si confronteranno con il vice ministro. Di certo Pavia è il Comune che, al momento, ha la situazione più critica. Tra le baracche della ex Snia, in condizioni allucinanti, vivono circa 150 persone, con parecchie decine di bambini e minori. L'ex area industriale è una specie di 'enclave" di illegalità inserita in un territorio, quello del Comune di Pavia, nel quale valgono le leggi dello Stato italiano. I furti, la prostituzione, i piccoli reati sono logica conseguenza della situazione di degrado. Altrettante prevedibile reazione è l'esasperazione dei residenti di San Pietro. Massimo Braghieri, consigliere di quartiere, sottolinea ancora una volta i black out provocati da allacciamenti abusivi alla corrente elettrica e tutte le altre azioni di micro criminalità che stanno portando all'esasperazione i residenti. Ieri sera, a palazzo Mezzabarba, si è svolta la conferenza dei capi gruppo in consiglio comunale. A loro l'assessore ai servizi sociali Brendolise ha comunicato quale sarà la posizione che la giunta di Pavia adotterà il 4 luglio. Verrà ribadita la necessità di siglare un patto di legalità sul modello di quanto accaduto a Milano con don Colmegna. Ma il Comune, è stato ribadito, potrà farsi carico di poche persone, pare, al massimo, una ventina. Non è chiaro che fine faranno gli altri. Tra gli obbiettivi dell'amministrazione Capitelli vi è anche il rafforzamento della rete tra Comuni e volontariato per i progetti di inclusione sociale, la definizione della consistenza numerica dei Rom per l'applicazione dei diritti di soggiorno come previsto dall'Unione europea, la definizione di zone critiche, il rafforzamento delle forze di polizia e la vigilanza su altre aree dismesse per evitare che i Rom cacciati da altre realtà (come Milano) creino altri insediamenti. Sotto questo profilo, a Pavia verranno tenute sotto controllo la ex Necchi e la ex Neca, ma sono innumerevoli, negli altri Comuni della provincia, le strutture abbandonate o fatiscenti che potrebbero diventare meta di flussi migratori sempre più imponenti. Ieri pomeriggio, comunque, il sindaco Capitelli ha dichiarato: «Auspico due protocolli di intesa. Uno sulla sicurezza di Pavia e del suo territorio provinciale e uno, specifico, che riguardi la presenza dei Rom». Infine vi è il discorso relativo al conferimento di poteri straordinari al prefetto. Si tratterebbe della stessa misura adottata da grandi città come Roma, Torino o Milano. Ma anche sotto questo profilo non mancano perplessità. L'attuale prefetto Vincenzo D'Antuono è vicario, a seguito della prematura scomparsa di Cosimo Macri, per cui occorrerà capire se i poteri verranno assunti direttamente da lui o se si attenderà la nomina dal Viminale. E ancora: se il prefetto deciderà di distribuire le famiglie Rom anche su altri Comuni, come reagiranno questi centri alla necessità di farsi carico di un problema 'nato e cresciuto" nel capoluogo? (f. m.)