La Sicilia in ginocchio per l'afa
PALERMO. Un vento caldo che supera i 40 gradi e che spazza Palermo fin dalla notte di domenica. Il risultato è sdtato drammatico. Centinaia di roghi, alberghi evacuati e fabbriche ferme con gli operai che vengono mandati a casa. E per tutta la giornata di ieri i black out si sono verificati in diversi quartieri della città.
Persino gli ospedali, per mantenere accesa l'aria condizionata, hanno dovuto sospendere tutti gli interventi in programma.
Una giornata infernale, senza alcuna retorica, per i palermitani. Oltre 250 interventi, tra grandi e piccoli, sono stati effettuati dai vigili del fuoco del comando provinciale da domenica notte scorsa sino tutto la giornata di ieri. Proprio domenica notte, a causa di un incendio, è stato evacuato l'albergo Torre Normanna ad Altavilla Milicia, località costiera in provincia di Palermo, sull'autostrada A20 Palermo-Messina. I clienti hanno dovuto abbandonare l'hotel minacciato dai roghi. Evacuati anche i residenti di alcune villette a Trabia, in contrada Dragone, a due passi da Palermo.
Ma tutta la costa palermitana è stata martoriata dagli incendi: in alcuni casi, vista l'entità del fronte di fuoco, si è reso necessario l'intervento degli elicotteri del Corpo forestale e dei Canadair della Protezione civile, in particolare tra Cinisi e Capaci in località Valle paradiso e a Termini Imerese in contrada Cangemi. In fumo diversi ettari di zona boschiva ma anche macchia mediterranea, uliveti, campi di grano e distese di verde agricolo. Fiamme anche sul litorale cittadino: all'Addaura i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere un incendio divampato in un campo abbandonato nei pressi dell'Istituto Roosevelt. Un treno è stato costretto a fermarsi più del previsto a Bagheria a causa di un incendio divampato lungo la strada ferrata Palermo-Messina. Code chilometriche si sono registrate sull'autostrada Palermo-Catania, tra gli svincoli di Altavilla e di Villabate dove il traffico è stato interrotto per consentire ai vigili del fuoco di spegnere le fiamme che sono divampate in zone incolte a ridosso della carreggiata autostradale. Incendi anche a Trabia, Partinico, Lercara Friddi, Polizzi Generosa, Carini e Cefalù. Fino alla serata di ieri erano ancora attivi ben 50 incendi, il più pericoloso a Buonfornello dove passa un metanodotto.
Ma se le campagne attorno Palermo bruciavano, non andava meglio in città dove in alcuni momento della giornata si sono toccati i 45 gradi. Per l'alta temperatura decine di black out elettrici si sono avuti in diversi quartieri della città. Oltre cento tecnici dell'Enel, per tutta la giornata, hanno lavorato cercando di fare il possibile. Notevoli disagi si sono avuti in alcuni ospedali, a Villa Soffia sono state sospese tutte le operazioni. Per il forte caldo, inoltre, hanno chiuso le fabbriche più importanti: gli operai della Fiat di Termini Imerese, che avevano proclamato una sciopero di due ore in mattinata con tanto di sit-in davanti i cancelli dell'azienda, alle 10 sono stati mandati tutti a casa. Stessa cosa per i 570 operai dei Cantieri Navali. «Impossibile lavorare con questo caldo, chiediamo che venga salvaguardata la salute dei lavoratori», dicono dalla Fiom Cgil. Le aziende hanno chiesto un giorno di cassa integrazione straordinaria «per avverse condizioni ambientali».