La famiglia Ravizza pronta a dare una mano
PAVIA.All'inizio doveva essere solo una mano per fare ancora più grande il basket pavese, come un sostegno per alzare un peso, ora potrebbe diventare il braccio che lo afferra impedendogli di cadere nel precipizio. Ruggero Ravizza è di poche parole, anche perché non conosce i termini del confronto tra l'amministrazione Comunale e i soci della Nuova pallacanestro Pavia, ma non dimentica quel che ha detto dopo il pranzo di fine stagione dell'Edimes. Allora non aveva escluso la possibilità di tornare a legare il nome della pellicceria Annabella alla pallacanestro di Pavia, come ai tempi di coach Calamai. «Paolo Zoncada e la sua Edimes rappresentano già uno sponsor importante - aveva detto Ruggero Ravizza - . Però posso promettere che un aiuto al presidente Bianchi per la prossima stagione lo darò. Non posso scordare che il palasport è intestato a mio padre». La mancata intesa tra Comune e Nuova pallacanestro sui contributi e i lavori per la nuova stagione ha fatto precipitare le cose fino al punto che ora il basket professionistico potrebbe lasciare Pavia. «Nessuno della società ci ha chiamato per chiederci di concretizzare il nostro aiuto e non ne abbiamo parlato neppure in famiglia - spiegava ieri Ruggero Ravizza, senza conoscere ancora le decisioni di Zoncada - . Mi dispiacerebbe molto se Bianchi lasciasse il basket perché finora ha gestito molto bene la società. Magari nelle prossime ore mi chiamerà. Io per ora posso dire solo che la mia famiglia vuole restare vicino al basket. Se mi chiamano vedremo cosa fare». Resta da capire se la famiglia Ravizza può arrivare al punto di rilevare la società nel caso in cui Bianchi decidesse di passare la mano. A quel pranzo di fine stagione c'erano anche altri imprenditori e liberi professionisti che si erano detti pronti ad aiutare il basket, forse per tutti loro è arrivato il momento di mettere le carte sul tavolo. (cla.mal)