«Lo confesso sono un evasore»
Non passa giorno che, leggendo giornali o guardando la tv, ascoltando dibattiti o assistendo a confronti, non mi capiti di imbattermi in un qualche esponente politico che, chi sa quanto per senso dello Stato e quanto per demagogia, non si lanci con forza in quella crociata che a parole pare ormai essere diventata «la lotta all'evasione fiscale»!
Dal parlare di evasione fiscale, all'additare commercianti, artigiani, liberi professionisti come principali quando non unici responsabili di questo deprecabile reato, il passo è breve, anzi brevissimo.
Beh, debbo dirvi che io per quasi quarant'anni ho fatto l'ambulante, avevo infatti un banco di frutta e verdura prima al mercato di Piazza Vittoria e poi di Piazza Petrarca, finchè l'avvento della grande distribuzione, rendendo sempre meno remunerativa la mia attività, mi costrinse a cambiare mestiere ed aprire un bar (saltando dalla padella alla brace) che ho poi gestito per circa 13 anni; oggi appartengo alla categoria dei pensionati.
Bene, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali e perfettamente consapevole delle conseguenze che ciò potrebbe comportare, sono qui a confessare, assumendomene interamente la responsabilità, che si, anch'io: sono stato un evasore, si, inutile negarlo, ho evaso, ho evaso, ho evaso!!!
Ho evaso dal mio tempo libero, lavorando dietro un bancone per 12/13 ore al giorno, che diventavano anche 15 nella stagione estiva;
- ho evaso dalla mia vita privata, tornando a casa a sera, stanco morto, dopo giornate lavorative sempre troppo lunghe e faticose, con l'unico desiderio di buttarmi sul letto e riposare nell'illusorio tentativo di ricaricare le pile e scovare nuove energie per affrontare una nuova e impegnativa giornata di lavoro;
- ho evaso dai miei doveri di padre e marito, riservando solo spiccioli di tempo ed attenzione ai miei figli ed a mia moglie, sempre troppo preso com'ero a lavorare per far fronte agli impegni assunti per avviare le diverse attività;
- ho evaso dal mio ruolo di nonno, brillando per le assenze in occasione dei molteplici eventi, scolastici o sportivi, dei quali erano protagonisti i miei nipoti, sempre programmati in orari lavorativi e, come tali, per me proibiti, per poi essere costretto a leggere nei loro occhi delusione e rimprovero per un nonno quasi mai partecipe del loro crescere.
Insomma, lo ripeto, avete ragione, ho evaso, ma nonostante questo faccio fatica ad accettare serenamente le continue insinuazioni di politici che il più delle volte del lavoro hanno un'idea molto vaga, avendo spesso vissuto solo di politica e quindi di parole e null'altro.
Dedico questo breve sfogo a tutti coloro che hanno vissuto, o stanno vivendo, la mia stessa situazione ai quali, dall'alto della mia esperienza, mi permetto di raccomandare di non fare come me, di non evadere perchè nella vita non esistono solamente le cose materiali, i soldi, il lavoro, ma anche e soprattutto..... la vita.
Mario RognoniPavia
Spessa, la patente
a punti funziona
In riferimento all'articolo pubblicato sulla Provincia pavese il 15 giugno scorso (relativo a un'inchiesta dell'Espresso a firma di Marco Lillo) si precisa che il Comune di Spessa, avendo il servizio di polizia locale in unione con il Comune di San Zenone al Po, provvede puntualmente dalla sede Municipale di Spessa alla decurtazione dei punti.
F. BergamaschiResponsabile del servizio Spessa-San Zenone Po
La Costituente
anche per i socialisti
I vari filoni del socialismo italiano, attraverso il varo di una Costituente, si apprestano a costituire un soggetto politico che abbia come riferimento l'Internazionale socialista.
La speranza è di coinvolgere in questo disegno l'area dei D.S. (Mussi, Salvi, Spini, Angius) che ha rifiutato di confluire nel neonato partito democratico.
Credo che il nuovo partito socialista, per avere successo, debba avere una connotazione netta e precisa per quanto riguarda la laicità della politica e dello Stato e una grande radicalità per quanto concerne la moralità della classe politica, che si sta trasformando sempre più in una casta di privilegiati con vassalli, valvassori e valvassini. Dal tradizionale distacco tra la classe politica e la gente comune si sta passando al disprezzo della gente verso la classe politica.
Il libro denuncia di Salvi e Villone e quello più recente di Gianantonio Stella hanno dimostrato che il clientelismo, la corruttela e il familismo politico hanno raggiunto livelli incredibili: una situazione che, senza interventi radicali di bonifica, è destinata ad esplodere mettendo a repentaglio le stesse istituzioni democratiche.
Se non si ha coscienza della centralità di questo problema e della conseguente necessità di misure draconiane, il nuovo partito non andrà molto lontano.
I socialisti devono riscoprire la moralità e la radicalità delle origini, quando i dirigenti socialisti erano rispettati anche dagli avversari politici per la loro integrità morale, a recuperare la passione e il piacere dell'impegno politico disinteressato.
Questo dovrà diventare il carattere identitario della nuova forza politica.
Nel Pantheon potremmo allora collocarvi tutti gli uomini simbolo del partito; da Turati, il teorico del riformismo, a Prampolini, il socialista cristiano, i sindacalisti che hanno pagato con la vita la lotta contro il fascismo e la mafia come Bruno Buozzi e Salvatore Carnevale e i politici che non si piegarono al fascismo come Matteotti e Pertini.
Adriano SampellegriniBressana Bottarone
Quanti rischi in bici
lungo il Canarazzo
Basta! Basta! Basta! Mercoledi scorso sono andato a fare un giro in bicicletta, seguendo un itinerario classico per i pavesi: semaforo «del Lido», argine destro del Ticino, bivio presso il mulino di Limido, strada per Carbonara, deviazione verso San Martino e ultimo tratto sulla statale verso Pavia.
Stendiamo un velo pietoso sulla pericolosità della statale per i poveri ciclisti, ma speravo almeno che sull'argine si potesse pedalare tranquilli, senza rischiare la vita. Invece no! Molte automobili viaggiano a velocità decisamente elevate su una strada decisamente stretta, mettendo a repentaglio la sicurezza dei ciclisti.
Mi chiedo cosa aspettino gli Enti responsabili della viabilità ad intervenire, anche perché al loro interno ci sono uffici che si occupano proprio di questa materia. Dissuasori di velocità, autovelox, telecamere, vigili urbani, altre soluzioni.
Vi prego, fate qualcosa, dimostrate una volta che l'Italia non è il paese delle migliaia di leggi e di zero controlli sulla loro applicazione.
Lettera firmataPavia