«L'acqua del lago non arriva ai campi»
PAVIA.«E' inconcepibile che, a fronte di una portata erogata dal lago Maggiore del 177%, alle organizzazioni giungano pesanti segnalazioni da parte degli agricoltori associati che rilevano la mancanza di acqua per l'irrigazione ormai da diversi giorni». Torna l'incubo della carenza di acqua per irrigare le risaie del Pavese, tanto che Coldiretti, Unione agricoltori e Cia hanno scritto al consorzio irriguo Est Ticino-Villoresi e, per conoscenza, all'assessore regionale all'Agricoltura, Viviana Beccalossi. Le tre organizzazioni agricole della provincia di Pavia non usano mezzi termini: «E' indubbio che questa situazione discenda da una programmazione e da una gestione non corrispondenti ai fabbisogni del territorio. E' necessario un serio confronto sul tema».
Malgrado le piogge degli ultimi giorni, dunque, le campagne delle zone a est del fiume Ticino stanno soffrendo: le preoccupazione dei risicoltori pavesi sono fatte proprie dalle associazioni di categoria. «E' inimmaginabile ciò che sarebbe potuto accadere in una situazione di carenza idrica e di mancata pioggia», si legge nella lettera inviata ai vertici del 'Villoresi" e al braccio destro del presidente Formigoni. Il rischio è di ritrovarsi nella drammatica situazione dell'anno scorso. La siccità e la grave e prolungata emergenza idrica, registrati fra il 1 maggio e il 30 settembre del 2006 spinsero il ministero delle Politiche agricole e forestali a confermare il carattere di eccezionalità richiesto dal Pirellone. Nel febbraio scorso il ministro Paolo De Castro emise un decreto che consentiva ai produttori di gran parte del Pavese e dell'Oltrepo orientale di richiedere le agevolazioni fiscali per il risarcimento dei danni. Secondo la Regione i danni complessivi ammontavano a oltre 16 milioni di euro. I Comuni sulle due sponde del Po si videro danneggiate le coltivazioni di mais, riso, bietole, leguminose, foraggiere e del settore orticolo.
Umberto De Agostino