Graffiti, dal Comune contributi ai privati

PAVIA. La guerra di Piera contro i graffiti passa dalla fase della pianificazione a quella dell'offensiva. Il sindaco Capitelli, ieri mattina, ha presentato il capitolato d'appalto con il quale il Comune contribuirà alla cancellazione dei graffiti dalle facciate delle abitazioni private. I 70.000 euro stanziati serviranno ad aiutare, con una quota ancora da decidere, i residenti che vogliano ripulire i muri perimetrali da scritte e disegni. Ma questo è solo il primo passo. Seguirà l'installazione di videocamere e la messa a disposizione di un modello di querela, sul sito comunale, da compilare con i propri dati.
Alla conferenza stampa di ieri, oltre al sindaco, c'erano il vice sindaco, Ettore Filippi, e il dirigente Luigi Tomaselli. «Nei primi giorni di settembre - ha spiegato Filippi - indiremo l'appalto aperto alle ditte specializzate. Poi stipuleremo una convenzione in virtù della quale il privato che chieda la cancellazione dei graffiti e il trattamento dei muri riceverà un contributo dal Comune». La somma di 70.000 euro serve, appunto, a questo. La rimozione costa, mediamente, 10 euro il metro quadro, per cui la cifra stanziata è congrua. «Per concordare la quota percentuale - ha aggiunto Filippi - e i dettagli faremo una riunione con le associazioni dei proprietari immobiliari e degli amministratori nei primi giorni di settembre». Il capitolato d'appalto, approntato in un anno di lavoro, è un fascicolo simile, per dimensioni, all'elenco telefonico. «Grazie a un accordo con l'Istituto di Scienze della Terra della nostra Università - ha spiegato Tomaselli - abbiamo potuto entrare nel dettaglio delle superfici da trattare». In effetti riferimenti al travertino della valganna piuttosto che al marmo bastardo lasciano trapelare la cura per i particolari. Ma la guerra ai graffitari è uno dei cavalli di battaglia del sindaco, e a lei spetta l'intervento principale: «Lo strumento che abbiamo studiato - spiega Piera Capitelli - è stato usato con successo anche a Milano. Io non sono contro chi chiede spazi per la creatività, ma contro chi si serve delle 'tags" (i graffiti ndr) come atto di vandalismo. Il fatto di aiutare i privati a cancellare scritte e disegni non esclude altri interventi, come una maggiore vigilanza e, soprattutto, il posizionamento di videocamere».
Poi il sindaco rivela che anche Romano Prodi, in occasione della recente visita informale a Pavia, è rimasto colpito dalla quantità di segni che deturpano i muri: «Il Presidente del Consiglio mi ha detto che, quanto a situazione dei muri, Pavia assomiglia a Bologna. E pare si stia informando per un disegno di legge che renda più 'cogente" la norma attuale. Al momento, infatti, il danneggiamento è perseguibile solo a querela di parte. La modifica legislativa consentirebbe ai Comuni di promuovere l'azione penale anche quando gli edifici 'colpiti" non siano di loro proprietà, con il fine di tutelare il decoro cittadino». In attesa degli eventuali provvedimenti governativi, il Comune di Pavia ha deciso di portarsi avanti. «Dopo avere raccolto suggerimenti dall'associazione nazionale anti-graffiti - conclude il vice sindaco Filippi - pensiamo di inserire, sul sito internet del Comune, dei modelli di querela. Delle 'maschere" che il privato cittadino possa stampare da internet e compilare con i propri dati per denunciare all'autorità giudiziaria gli autori del danneggiamento».