Veltroni ha deciso, mercoledi l'annuncio


ROMA. Per Walter Veltroni sarà mercoledi prossimo la giornata decisiva per la «discesa in campo» alla guida per nascente Partito democratico. Il sindaco di Roma si è preso ancora qualche giorno di tempo per sciogliere la riserva, scegliendo la città di Torino, «una grande città del Nord, una grande città del lavoro», per comunicare al popolo ulivista la sua scelta.
«Sto facendo una riflessione molto semplice, molto seria e molto serena in cui ci sono tanti elementi da valutare, c'è una situazione non felice del Paese e c'è questo grande sogno del Pd», spiega ai cronisti che lo tallonano. «Quale che sia il ruolo che avrò, se potrò continuare a dare una mano a questa prospettiva alla quale credo e che considero vitale per il destino dell'Italia lo farò», promette, precisando che non si tratta di decisioni «di poco conto nè politicamente nè personalmente».
A scanso di equivoci, come a voler fugare ogni dubbio sul suo personale impegno, Veltroni precisa di voler puntare al traguardo del 35% per il Pd e anche oltre. Un traguardo sottoscritto dai primi sondaggi effettuati dopo la doppia «investitura» di Veltroni di D'Alema e Franceschini: Il Pd con Veltroni segretario viaggia al 35%, senza è sotto di almeno 4 punti. Il primo test impegnativo sarà già nel 2008 con un inportante turno amministrativo, con il voto anche per la provincia di Roma.
Creata la suspence per mercoledi, il primo cittadino di Roma ha continuato anche ieri il suo giro di consultazioni. Ieri è stata la volta di Francesco Rutelli e i due capigruppo dell'Unione di Camera e Senato, Franceschini e Finocchiaro, fino a qualche ora fa possibili candidati alla segreteria del Pd. Nulla è trapelato del lungo colloquio con Franceschini. E' noto però che Veltroni ha posto tra le precondizioni per candidarsi che sia il giovane esponente della Margherita il vicesegretario unico del Pd. Quanto ad Anna Finocchiaro l'incontro deve essere stato risolutivo: «Se Walter si candiderà avrò tutto il mio appoggio», ha dichiarato la capogruppo a palazzo Madama.
E grandi attestati di stima e di amicizia il sindaco ha incassato anche da Francesco Rutelli e da Rosy Bindi. Per non parlare di Piero Fassino. L'ultimo segretario dei diesse, per il quale si ipotizza un futuro di vicepremier al posto di Massimo D'Alema, Veltroni «può raccogliere vastissimi consensi nell'opinione pubblica». Nel coro di consensi qualche maldipancia però si registra. E guarda caso è dei prodiani e dei parisiani doc. Se ci sarà un «candidato unico gli ulivisti sarebbero costretti a considerare l'ipotesi di un loro distinto candidato», avverte Franco Monaco. Molto critico anche Giulio Santagata. «L'idea che si possa strutturare un partito per correnti, nascondendosi dietro all'unanimità sulla candidatura del segretario - sostiene il braccio destro di Prodi - rappresenta l'esatto contrario della concezione di un partito nuovo: non è accettabile presentare liste diverse che indicano lo stesso segretario». Tiepido anche il diessino Pierluigi Bersani. «I candidati si discutono quando ci sono», dice da Prato il ministro dello Sviluppo economico, non escludendo affatto di competere con una sua lista.
Tra le sfide che attendono Veltroni c'è il rapporto con la sinistra dei Ds, uscita all'ultimo congresso. Franco Grillini, presidente dell'Arcigay, denuncia il forte pressing su Sinistra Dmocratica. E la velina rossissima, vicina a Pietro Folena, avverte: la discesa in campo di Veltroni potrebbe avere forti ripercussioni a sinistra del Pd. Un primo «abboccamento» Mussi-Veltroni c'è stato già ieri a all'università Lateranense per un incontro sull'Europa. L'ex leader del Correntone è da sempre uno degli amici del cuore di Walter.

Maria Berlinguer