«No alla vendita dell'ex scuola»


ZAVATTARELLO. Una scuola nuova che «fa acqua» quando piove; una scuola vecchia in vendita contro il parere di buona parte della cittadinanza; un bilancio da risanare e una serie di lavori pubblici ormai urgenti che aspettano i finanziamenti: è scontro aperto in Comune a Zavattarello.
«Il problema più grosso sul tappeto è quello della ex scuola media - afferma Simone Tiglio, della lista Uniti per cambiare Zavattarello - L'amministrazione guidata dal sindaco Romagnese ha deciso di venderla, ma noi non siamo d'accordo. Il Comune cerca soldi perchè il deficit di bilancio è raddoppiato in due anni, passando da 164 mila euro a oltre 300 mila: quindi ha pensato di liberarsi dell'edificio che ospitava le medie. Secondo noi, però, è un pasticcio. Il Comune chiede 450 mila euro: una cifra ridicola considerando il valore storico dell'edificio e contemporaneamente elevatissima in un paese difficile da raggiungere come il nostro. Infatti la prima asta pubblica è andata deserta: domani ci sarà la seconda. Inoltre quei soldi non basterebbero a chiudere il buco in bilancio: si svende un pezzo di storia del paese per fare cassa». Perchè definite «un pasticcio» la vicenda della scuola? «Perchè è nata male. Il nuovo edificio è stato costruito in un'area inadatta: tanto che hanno dovuto spostare il monumento ai Caduti. Inoltre lo stile architettonico della nuova scuola stona completamente con il resto del paese. Anche la costruzione è stata fatta male: due giorni dopo l'inagurazione la scuola si è allagata per un temporale. Abbiamo fatto un'interpellanza in consiglio e ci hanno risposto che si era trattato di un 'cedimento strutturale": cosi, come se niente fosse, in un edificio nuovo. Ultimo ma non meno importante aspetto è che il Comune vende non tutto l'edificio ma solo il primo e il secondo piano perchè il piano terra è già occupato: ma chi volete che si compri solo un pezzo di casa? Noi chiediamo che il palazzo venga destinato a uso pubblico». Di diverso avviso il sindaco Gionata Romagnese. «Il Comune non svende proprio nulla - afferma - L'edificio è certamente di pregio storico ma abbiamo una perizia che stima il valore reale e l'abbiamo sottoposta all'approvazione del consiglio comunale. Il patrimonio immobiliare del Comune, comunque, è notevole e non si esaurisce con questa vendita: basti pensare al Castello appena restaurato. Il denaro verrà in parte usato per ripianare il bilancio, il resto per lavori pubblici primari che sono in lista di attesa da tempo: fognature, asfaltatura strade, acquedotto, nuovi automezzi comunali».

Paolo Fizzarotti