Erba, vittime e imputati contro la fiction

ROMA.La strage di Erba diventa una sorta di fiction-documentario messa in onda ieri sera da Matrix, nonostante la richiesta al giudice dei legali degli imputati di bloccarla. Il magistrato ha ritenuto di non intervenire. Anche la famiglia Castagna era contraria alla messa in onda della fiction che ripercorre la vicenda della strage di Erba. E' questo il contenuto di una lettera indirizzata alla redazione di Matrix e firmata dal legale dei Castagna, Francesco Tagliabue. Da parte loro Luisa Bordeaux e Fabio Schembri, i nuovi legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi rei confessi della strage, avevano depositato un ricorso d'urgenza al tribunale di Roma per chiedere proprio di impedire la messa in onda della fiction. Ma, hanno detto gli stesi legali: «Il giudice non ha sospeso la fiction, ritenendo di non dover provvedere in via preventiva non conoscendo i contenuti della fiction, né potendo valutare se è stato violato o meno il segreto istruttorio». L'avvocato Tagliabue, che rappresenta i familiari di Raffaella Castagna, la giovane donna uccisa insieme al figlioletto Youssef, alla madre Paola e ad una vicina di casa, la sera dell'11 dicembre scorso a Erba, ha scritto a Mentana che la ricostruzione, sotto forma di fiction di intrattenimento della vicenda travalica «ogni limite al legittimo esercizio del diritto di informazione, costituendo al contrario forma di intrattenimento. «I signori Castagna - conclude la lettera - mi chiedono quindi di comunicare la loro contrarietà a che la fiction venga messa in onda».
«Sappiamo che le polemiche sono inevitabili e persino funzionali all'ascolto - dice Enrico Mentana -. Il nostro è un prodotto giornalistico, non c'è fiction, non a caso il consulente principale è il maresciallo Antonino Finocchiaro che è presente in studio insieme ad Azouz, il marito tunisino di Raffaella Castagna che fu in un primo momento accusato della strage. Il nostro intento è fare fiction a basso costo per raccontare la realtà italiana e non, come qualcuno in modo preconcetto ha detto, fare del grand guignol».