Medicina, giovedi si sceglie il nuovo preside
PAVIA. Giovedi si vota: prenderà forma il nome del futuro preside della facoltà di Medicina. E c'è elettricità nell'aria per una scelta che ha già prodotto i primi sostenitori. Si dovrà scegliere tra l'uscente Alberto Calligaro, o Ernesto Pozzi, o ancora Gianmario Frigo. C'è chi dice che si andrà al ballottaggio, tra un 'clinico" e un 'biologo". Determinante, quindi, sarà il voto dei 40 studenti.
Gli studenti sono i rappresentanti del consiglio di facoltà, e in questa fase la loro scelta potrà avere un peso determinante per far spostare il risultato da una parte o dall'altra: verso Calligaro, biologo dalla competenza di mediazione; verso Pozzi, direttore della clinica di malattie respiratorie del S. Matteo, dalla competenza clinica, oppure verso Frigo, farmacologo, dalla competenza amministrativa.
Tre posizioni e una scelta che hanno aperto un dibattito, un ponte tra ospedale e Università. Dibattito nel quale si inserisce anche Luigi Bonandrini, professore di Chirurgia d'urgenza e Pronto soccorso, nonchè direttore della relativa specialità.
«Ritengo che alla prima votazione possano emergere per differenza di voti i due candidati che andranno poi al ballottaggio - sottolinea Bonandrini - Un ruolo importante verrà sicuramente svolto dai rappresentanti degli studenti. Sarebbe auspicabile, ma non facile da concordare, una futura alternanza fra biologi e clinici, perchè i due gruppi hanno problematiche molto diverse fra loro. La prima scelta fra i tre candidati è caratterizzante: sono a confronto competenza amministrativa, clinica e di mediazione. Per un buon preside sono qualità essenziali».
«Il preside eletto avrà un compito fondamentale, quello di saper integrare tutte le energie vitali disponibili - conclude Bonandrini - Pavia è una città con una profonda e antica vocazione assistenziale e didattica; questa è la vera riscossa di Pavia. Al giorno d'oggi vince chi collabora, perde chi si ostina a fare l'individualista. Questo richiede un carisma e una leadership non semplici».
Quella di Medicina è la facoltà di maggior peso all'interno dell'Università se si guarda al numero di docenti: 299 tra associati, ricercatori e assistenti. E' la più numerosa seguita dai 263 docenti di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, su un totale di 1.120. Dunque una facoltà di prestigio, che da decenni esercita una buona capacità d'attrazione su studenti da tutta Italia, confermando il suo primato di qualità. Ma nel contempo non nasconde il bisogno di nuova linfa, ossia di investire ancor più sull'eccellenza per fronteggiare la concorrenza con atenei giovani e agguerriti. E ha anche il bisogno di ripensare sè stessa alla luce della della cittadella della salute che prende corpo: entro un paio di anni il Dea (il nuovo San Matteo) e il Cnao (il Centro di adroterapia oncologica, unico in Italia) si aggiungeranno alle strutture Mondino e Maugeri, nell'area Cravino.
Nuovo è anche il Santa Margherita, gestito dall'Asp in via Emilia.
Dall'altra parte c'è il gruppo di San Donato, per citare Pavia città, che gestisce due strutture in sinergia tra loro, ossia la clinica Città di Pavia e la Clinica Morelli. L'Università è in convenzione pressochè con tutti.
Se la Sanità pavese punta all'eccellenza, il ruolo della facoltà, che 'presta" primari, docenti, consulenti e competenze a istituti e fondazioni locali, sarà strategico.