Sospeso il permesso di lavoro a Priebke
ROMA. Il permesso di lavoro, ottenuto dall'ex ufficiale delle SS Eric Priebke lo scorso 12 giugno, è stato sospeso ieri pomeriggio con un decreto firmato dal magistrato militare di sorveglianza di turno. Alla base del provvedimento del giudice Isacco Giorgio Giustiniani, la mancata comunicazione alle autorità da parte di Eric Priebke dei suoi spostamenti (orari e modalità) per recarsi a lavorare nello studio del suo avvocato. Ieri infatti era stato il suo primo giorno.
Il magistrato dell'ufficio militare di sorveglianza ha quindi disposto che il detenuto «Eric Priebke non possa ulteriormente allontanarsi dal proprio domicilio per recarsi allo studio dell'avvocato Giachini». Secondo il magistrato infatti Priebke, che è condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, «nel corso degli spostamenti avvenuti nella giornata del 13 giugno e ieri ha di fatto precluso la possibilità all'autorità preposta al controllo, di seguirlo fino al luogo in cui era autorizzato a recarsi non rispettando orari e modalità concordate». Il provvedimento, è stato spiegato, ha effetto immediato e sarà valido fino a quando «il magistrato competente del caso non valuterà ulteriori provvedimenti».
Intanto ieri la prima giornata di lavoro ha suscitato un vespaio di proteste. «Assassino, vergogna»: il grido si leva chiaro non appena Erich Priebke si affaccia al portone della palazzina nei pressi di piazza Irnerio in cui abita con il suo legale, l'avvocato Paolo Giachini. Ad attenderlo una cinquantina di esponenti della comunità ebraica romana che contestano la decisione vissuta come un affronto dai parenti delle vittime delle Ardeatine e dalla comunità ebraica, e che ieri ha spinto il ministro della Difesa Arturo Parisi a convocare il procuratore generale militare per chiedere chiarimenti.
Il vecchio ufficiale nazista guarda la folla che lo insulta senza scomporsi. E' chiaro che sia lui sia Giachini si aspettavano una reazione del genere. La gente grida, espone cartelli: «335 volte vergogna» c'è scritto su uno che ricorda il numero delle persone uccise dai nazisti il 24 marzo del 1944. E un altro: «Devi fare la fine di Heichmann», «Tribunale militare vergogna». Priebke ha 93 anni, ma non esita un attimo a indossare il casco e salire come un giovanotto sul motorino insieme a Giachini. Poi i due vanno via insieme, nel traffico romano, inseguiti da un fotografo. Forse - come dice l'avvocato Giachini - non è la prima volta che il vecchio ufficiale nazista passeggia libero per le strade di Roma, ma di certo le altre volte Priebke non aveva destato l'attenzione di nessuno, ieri no. Ieri erano in tanti fin dal mattino ad attendere l'arrivo dell'ex ufficiale in via Panisperna, dove Giachini ha il suo studio e dove Priebke lavorerà. E l'arrivo non è certo più tranquillo della partenza. Anche qui ci sono esponenti della comunità ebraica con cartelli di protesta, anche qui la gente grida «vergogna» all'indirizzo di Priebke. Sceso dal motorino, l'ex ufficiale infila di corsa il portoncino dello studio di Giachini. Poi la decisione delle autorità militari.
Carlo Rosso