Questi tredici anni sciagurati in cui hanno vinto le ecomafie
I n Campania la «svolta» nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti doveva recare la data del 1994, col primo commissario straordinario. Sono passati tredici anni e siamo ad una sorta di insurrezione popolare contro la riapertura di alcune discariche, contro tutto e tutti. Dunque si sono persi circa tredici anni senza: a) aumentare in modo decisivo la raccolta differenziata; b) installare, con le tecnologie più avanzate, alcuni termovalorizzatori; c) incrementare riciclaggio e compostaggio; d) ridurre drasticamente le discariche legali e quelle abusive. Ora siamo ad una raffica di «no»: no alla riapertura eccezionale di talune discariche; no ai termovalorizzatori; no, nei fatti, all'attivazione della raccolta differenziata. Unico «si»: il trasferimento di grandi masse di rifiuti solidi in altre regioni, o addirittura la loro emigrazione in qualche accogliente Paese più povero del nostro. In questi tredici anni è proseguita - non soltanto in Campania purtroppo - una politica lassista e, al fondo, sciagurata che ha puntato su alcune discariche gigantesche, su una miriade di ecoballe ormai fradice sparse sul territorio, sulla moltiplicazione di ammassi del tutto abusivi di rifiuti. Un business ghiotto per la malavita. Nella raccolta differenziata il Sud sta fra un modestissimo 10 per cento (Campania) e un vergognoso 5,2 per cento (Molise). Contro quasi il 50 per cento del Veneto e quote ad esso vicine di Trentino-Alto Adige e Lombardia. Eppure la raccolta differenziata è una autentica risorsa, anche economica, per chi la pratica con efficacia. Nella stessa Roma, pur avendolo ridotto di circa 10 punti percentuali, il ricorso alle grandi discariche si aggira tuttora sul 78 per cento. E nel resto del Lazio va anche peggio. Analogo è il divario per gli impianti di compostaggio. Di recente il presidente dell'Azienda Municipalizzata per l'Ambiente di Roma, Giovanni Hermanin, ha accusato la Regione Lazio di perseguire, nella sostanza, una linea di intervento più simile al modello-Campania che non al modello-Brescia. Qui, nella città probabilmente meglio amministrata d'Italia, non si è avuto paura di puntare su di un impianto di termovalorizzazione tecnologicamente molto avanzato e insieme su di una raccolta differenziata capillare e intensiva. La sola che possa evitare al territorio di venire degradato e umiliato da discariche di ogni genere. La sola che possa scongiurare una feroce regia della malavita nel trasporto dei rifiuti, nella gestione delle discariche abusive, nella penalizzazione di ogni forma civile di smaltimento dell'immondizia. Poco tempo fa è tornato a Napoli, dove aveva soggiornato parecchi anni, lo storico inglese Percy Allum, autore di libri importanti sulla città del Golfo. «Quando ho visto di nuovo grandi mucchi di immondizia per strada», ha commentato amaramente, «ho capito purtroppo che la camorra aveva vinto».