Strada: «Pronti a tornare»
MILANO. Emergency tornerà presto in Afghanistan. Dopo la liberazione di Hanefi la possibilità è concreta, lo ha detto Gino Strada che da aprile ha abbandonato il paese proprio a causa dell'arresto di Rahmatullah e per le polemiche seguite al sequestro di Daniele Mastrogiacomo. Hanefi, l'uomo di Emergency, ha svolto un ruolo decisivo nella liberazione dell'inviato di Repubblica e il suo arresto ha provocato reazioni durissime. «Purtroppo abbiamo dovuto aspettare tre mesi per avere questa bellissima notizia» ha commentato Gino Strada, fondatore dell'associazione.
«Siamo sempre stati convinti che non c'era nulla di vero sul nostro amico Hanefi e che le accuse a lui rivolte erano false. Non doveva essere arrestato ma, anzi, ringraziato per ciò che aveva fatto. Certo, torneremo in Afghanistan in tempi brevi», ha detto Strada (nella foto con Mastrogiacomo), «in ogni caso Emergency inizierà a monitorare le condizioni per la sicurezza degli operatori. Noi vogliamo riaprire gli ospedali che dal 1999 hanno curato un milione e mezzo di afgani». La notizia della scarcerazione di Hanefi è stata accolta con grandissima soddisfazione dal direttore di Repubblica, Ezio Mauro: «Siamo felici che sia stata accertata la verità per Hanefi e che sia stato prosciolto da ogni accusa. Noi di Repubblica non abbiamo mai creduto agli addebiti che gli venivano rivolti. Hanefi ha aiutato moltissimo la trattativa per la liberazione di Mastrogiacono e dei suoi compagni, sequestrati dai terroristi tagliagole talebani. Abbiamo partecipato a tutte le manifestazioni per la liberazione di Hanefi e raccolto le firme. E' Repubblica che ha chiesto a Gino Strada di collaborare col governo italiano per un buon esito della vicenda del nostro inviato. Una vicenda terribile che ha visto i talebani uccidere i due compagni di lavoro di Daniele».
E il Presidente del Consiglio, Romano Prodi si è detto contento della liberazione di Hanefi: «Adesso mi auguro che Emergency torni presto a svolgere la sua opera di cura e assistenza in un paese che ne ha tanto bisogno. L'intervento del governo italiano», ha sottolineato Prodi, «non è mai mancato, anzi è stato continuo, io ero informato regolarmente su quanto faceva il nostro ambasciatore in Afghanistan. Abbiamo agito con discrezione. Sotto l'aspetto politico sono contento che questo risultato sia arrivato prima della conferenza che si svolgerà all'inizio di luglio sui problemi del governo in Afghanistan e che spero possa svolgersi in un'atmosfera costruttiva e distesa». «Era evidente che Rahmatullah non aveva fatto nulla di male», ha detto Maso Notarianni di Peacereporter, «ma per Emergency la situazione non è facile, era stata accusata di essere complice dei talebani ora le cose sono chiare e senza ombre sugli operatori». Gioia e sollievo per la liberazione di Hanefi anche dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che aveva aderito all'appello di Strada alla mobilitazione per il mediatore di Emergency. Da ieri sulla facciata del municipio di Ca' Farsetti accanto alla foto di Hanefi compare la parola «libero».
(Roberta Rizzo)