Caro-piscine, La Corte critica la giunta

VIGEVANO.Si accende il dibattito in città sugli annunciati rincari dei prezzi d'ingresso alle piscine. Ad intervenire è Massimiliano La Corte. «A proposito degli aumenti delle tariffe del centro sportivo Santa Maria - sostiene il consigliere comunale dell'Ulivo -, ancora una volta si spreme il cittadino mascherando il tutto col fatto che l'anno prima non si sono ritoccati i prezzi. Era successo con le rette di nidi, materne e mense e più recentemente con l'aumento della Tarsu incrementata fortemente in un'unica soluzione scoprendo cosi il bluf delle tasse non aumentate in questi anni. L'8,5 della tassa rifiuti copre ampiamente i non aumenti degli anni precedenti». Tornando agli ingressi delle piscine, La Corte sottolinea che «se si va a confrontare il nuovo prezzo con quello del 2004, le sorprese non mancano. Faccio qualche esempio considerando i festivi che sono le giornate di maggior interesse. Gli adulti, nel periodo 2004-2007, vedono un rincaro del 15%; gli junior (12-17 anni) del 18.75%, gli adulti e gli junior, per l'ingresso dopo le 13, del 50%». Secondo il consigliere ulivista «la sorpresa arriva dagli ingressi per famiglie che la delibera di giunta definisce tutelate insieme ai giovani. Per queste l'aumento nei quattro anni è stato del 14.6% per nuclei di 3 persone, del 17,85% per 4 persone, del 21.9% per 5 persone e la cosa peggiora se si considera solo l'ultimo anno dove gli aumenti sono rispettivamente del 10% e del 14.7%, a fronte di un'inflazione del 2%. Riassumendo tutti i dati contenuti nella delibera, per i giorni festivi, l'aumento medio è del 24,9%». La Corte continua poi la sua analisi. «Se si considera che, ad esempio, i rinnovi dei contratti dei lavoratori dipendenti hanno come riferimento il dato Istat sull'inflazione, si capisce la sproporzione con quello che la delibera definisce un aumento abbastanza contenuto, che invece contenuto non è, e che va a colpire soprattutto i giovani e le famiglie». Per l'esponente dell'Ulivo «se si fossero volute tutelare veramente le fasce più deboli, che in questi anni hanno pagato a caro prezzo la crisi economica e le speculazioni sul passaggio all'euro, la cosa migliore sarebbe stata quella di non aumentare i prezzi, accortezza e sensibilità che per l'ennesima volta questa amministrazione non ha avuto e che ancora ha cercato di mascherare con le solite storie di aumenti non proibitivi e non aumenti negli anni precedenti».