Migliora il bambino colpito da emorragia


VIGEVANO. Nelle prime ore dopo il malore si era temuto per la sua vita, ora invece ha ricominciato a camminare e a parlare. E' presto per dire se recupererà al 100 per cento, ma il bambino di 4 anni colpito il 17 maggio da ischemia mentre era in piscina ora è fuori pericolo.
G. M. (queste le iniziali del bambino) è stato trasferito dal reparto di Pediatria del Niguarda al centro di Riabilitazione di Lecco. «A Lecco ha ricominciato a fare qualche passo - racconta una zia del bambino - e adesso riesce anche a parlare». Il recupero della parola è forse la notizia più importante perché il centro del linguaggio, che si trova nell'area frontale del cervello, era stato il più colpito dall'emorragia. Il fatto che il bambino abbia ricominciato a parlare significa che quell'area non è stata danneggiata in maniera irreparabile. Secondo i medici però è ancora presto per dire se recupererà al cento per cento o se l'ischemia cerebrale gli lascerà qualche handicap.
Il bambino si era sentito male in piscina, al Nuoto club di via Mondetti, a Vigevano. Giovedi 17 maggio G. M. era in vasca per una lezione di nuoto con l'insegnante. Dopo aver fatto la ginnastica di riscaldamento per la lezione, il bambino ha cominciato a piangere dicendo di non vederci più da un occhio e che provava dolore alla testa. L'insegnante lo ha fatto uscire dalla vasca e ha chiamato la nonna, che lo aveva accompagnato, ma certo non poteva immaginare la gravità della situazione. E' stata chiamata anche la madre del bambino che lo ha portato al Pronto soccorso dell'ospedale e da qui subito in Pediatria. I medici del reparto diretto da Enrico Polito hanno capito subito la gravità della situazione. Poi la Tac ha evidenziato una emorragia cerebrale, probabilmente di origine naturale visto che il bambino non aveva subito traumi. Visto l'esito dell'esame, i medici hanno deciso di trasferire G. M. al Niguarda, ragione per cui l'hanno fatto portare dall'ambulanza della Croce rossa di Vigevano all'eliporto in Brughiera dove un elicottero lo ha preso per portarlo all'ospedale milanese. La sera stessa è stato operato dai neurochirurghi del Niguarda e il giorno successivo ha aperto gli occhi, anche se i medici hanno preferito tenerlo in coma farmacologico per precauzione visto che era ancora in prognosi riservata.
«Casi cosi - aveva spiegato nelle ore successive all'ischemia il primario della Pediatria di Vigevano - non sono preventivabili. Se il paziente ha una malformazione dei vasi sanguigni o un aneurisma, il problema si manifesta solo durante la crisi. Vale per i bambini come per gli adulti». Appresa la notizia, in città erano cominciate le manifestazioni di solidarietà alla famiglia. Un rosario mariano alla chiesa dei Frati di corso Genova, dove la madre va a messa, è stato dedicato al piccolo. Un modo per far sentire l'affetto a una famiglia benvoluta dalla comunità.
Nei giorni scorsi, poco per volta, le condizioni del bambino sono migliorate e ora i suoi genitori possono ricominciare a sperare.

Claudio Malvicini