Monza, soffocato dal fumo dell'incendio
MONZA.Le fiamme, scoppiate poco dopo le 5 di ieri mattina, probabilmente a causa di un corto circuito nell'impianto elettrico, hanno sorpreso nel sonno le quindici famiglie di un condominio di via della Grigna, a Monza. Un uomo di 54 anni, Cesare Ubertoni è morto asfissiato. Era rimasto intrappolato con la sua famiglia nella cucina del suo appartamento al quinto piano, un locale sfortunatamente senza balcone dove si era barricato dopo essere stato svegliato dalla custode che l'aveva avvisato al citofono, e dopo aver constatato che era impossibile scendere per le scale, visto che l'incendio era al secondo piano. Quando è stato finalmente raggiunto dai soccorritori per lui non c'era più niente da fare. I suoi due figli, Giulia di 18 anni e Andrea di 21 anni, cosi come la moglie Patrizia Rastelli, sono rimasti intossicati. Erano gravi, ma dopo le prime cure tutti e tre sono stati dichiarati fuori pericolo. Altri abitanti del condominio sono stati tratti in salvo con le autoscale dei vigili del fuoco. Ma è già polemica sulla tempestività dei soccorsi e soprattutto sull'adeguatezza dei mezzi a disposizione dei pompieri. E c'è poi un vero e proprio giallo su una telefonata fatta a mezzanotte ai vigili del fuoco dall'inquilino del secondo piano (dove sono poi divampate le fiamme). L'uomo segnalava un forte odore di gomma bruciata. Il procuratore di Monza ha aperto un'inchiesta per disastro colposo, affidata al pm Donata Costa. Il magistrato ha già chiesto il nastro della conversazione.