Il quartetto è con Abu Mazen
NEW YORK. Il presidente palestinese Abu Mazen scioglie il governo di unità nazionale e riceve in cambio il pieno appoggio della comunità internazionale preoccupata per l'escalation di violenza in Palestina per mano dell'ala dura di Hamas.
L'iniziativa del leader palestinese, è stata approvata sia dall'Unione Europea che dagli Stati Uniti ottenendo anche l'assenso di Egitto e Giordania. Il sostegno viene anche dalle Nazioni Uniti e dalla Russia ricevendo naturalmente anche il benestare di Israele.
Ma il «si» venuto dalla comunità internazionale non si limita a una semplice parola di assenso. A livello pratico il Quartetto apre di nuovo le tasche e riprende a versare finanziamenti alla Palestina, aiuti che erano sospesi da quando gli estremisti di Hamas erano entrati nel governo.
«In questo momento difficile in cui si sta ponendo il governo di emergenza», ha affermato la portavoce di Javier Solana, alto rappresentate Ue per la politica estera, «il sostegno ad Abu Mazen è totale».
Dietro le quinte però a Washington c'è preoccupazione. Al dipartimento di Stato e alla Casa Bianca c'è il timore che le violenze degli ultimi giorni siano la prova che il sogno di due stati mediorientali che vivano in pace fianco a fianco - Israele e Palestina - non sia destinato ad avverarsi. Bush ci credeva davvero e aveva incaricato il suo ministro degli Esteri, Condoleezza Rice, di fare tutto il possibile perchè si arrivasse a tanto attraverso la Road Map. Ma il tono era alquanto pessimista ieri durante una teleconferenza di un'ora alla quale hanno partecipato esponenti della Ue, il segretario dell'Onu, il ministro degli esteri russo e la Rice. C'è stata identità di venute sulla necessità di appoggiare il presidente dell'Anp Abu Mazen nella sua iniziativa d'emergenza.
Ci vogliono nuove iniziative diplomatiche e soprattutto c'è bisogno che gli Usa dedichino la massima attenzione al processo per la pace. Ma il governo di Washington è troppo distratto dai problemi allargati del Medio Oriente per potersi concentrare sulla questione della creazione di due stati confinanti, Israele e Palestina. In questo momento l'idea di uno stato palestinese pacifico è più lontana che mai.
Le iniziative diplomatiche potrebbero emergere già a partire da lunedi quando i ministri degli Esteri della Ue si riuniranno in Lussemburgo. Presente anche Massimo D'Alema che insiste sull'importanza di una forza internazionale a Gaza. Ma il capo della Farnesina ribadisce che la presenza dei caschi blu dell'Onu deve avere come precondizione il consenso sia degli israeliani che dei palestinesi.