Il ciclone Hamilton cambia tutti gli equilibri
«La prevendita dei biglietti? Non andava cosi bene dai tempi di Mansell...». Il commento compiaciuto è quello degli organizzatori del Gp d'Inghilterra, pronti al tutto esaurito con cui Silverstone accoglierà la Formula Uno ad inizio Luglio. E' un chiaro sintomo dell'effetto Hamilton. Che sta sconvolgendo gli equilibri del Circus ben oltre i confini inglesi.
Ormai i sostenitori d'oltre Manica non vivono più di nostalgie lontane né fingono di illudersi quando, raramente, Jenson Button abbandona l'anonimato; tifare per Lewis Hamilton non vuol dire raccogliere qualche soddisfazione isolata, significa puntare dritto al bersaglio grosso. Che, per dirla con lo stesso ventiduenne di origini caraibiche, si può tradurre in due parole: titolo mondiale.
«Ora che ho conquistato la prima vittoria - sono parole di Lewis dopo Montreal - il mio prossimo obiettivo da raggiungere in Formula Uno è il successo in campionato».
Tutt'altro che un miraggio; oltre al talento del diretto interessato ora anche la situazione generale sembra favorire Hamilton. In McLaren difficilmente qualcuno vorrà inimicarsi un popolo intero favorendo apertamente Alonso, che, a sua volta, è ben conscio della situazione.
L'intervista rilasciata dal campione del mondo al programma 'El Larguero", in onda sulla radio spagnola Cadena Ser, non è né un lamento né un avvertimento per il team; più semplicemente pare il trailer del mondiale che vedremo da Indianapolis in poi: due McLaren per vincere senza ordini in arrivo dal muretto box. Qui si torna ai tempi di Senna e Prost, altro che Senna-Berger; di fidi scudieri non c'è l' ombra. Se un favorito deve uscire dal team d'argento, è più facile credere si tratti proprio di Lewis, per cui gli uomini di Dennis (che si è affrettato ad assicurare uguale trattamento per i due piloti) stravedono. Spazio al verdetto della pista; il peso politico di un bicampione del mondo non può addomesticare il talento puro.
Marco M. Nagliati