Al Cfp la cucina si impara gustando Partiti i corsi per gli appassionati

PAVIA. Pasta fresca e torte salate. Professionisti, ma anche semplici appassionati di cucina stanno seguendo in questi giorni i corsi organizzati dal Centro di formazione professionale. I laboratori di via San Giovanni Bosco sono il luogo in cui potersi cimentare in questa gustosa forma d'arte. Il ciclo di incontri, dal titolo 'Imparar gustando", si concluderà il 26 giugno.
«La formula del corso breve è stata scelta dietro sollecitazione dei corsisti - spiega Francesco Damiani, responsabile del progetto -. L'associazione cuochi di Pavia garantisce poi la partecipazione di professionisti: due persone, oltre a un sommelier che cura l'abbinamento dei vini ai piatti. L'idea è di imparare facendo: i partecipanti cucinano insieme ai cuochi e cosi apprendono i segreti del mestiere». Non solo corsi rivolti ai professionisti, dunque, ma soprattutto agli amatori. Donne, ma anche uomini. «Le iscrizioni maschili rappresentano un terzo del totale - spiega ancora Damiani -. L'età media è tra i 40 e 50 anni, ma ci sono anche persone più avanti con l'età, che provano a sperimentare sul campo l'idea del cibo come cultura. In questo ciclo di incontri si parla della cucina italiana, ma non si esclude in futuro di aprirci anche ad altri tipi di cucina. Il cibo è espressione fortemente identitaria e insieme mezzo di confronto e scoperta di culture». Ma i corsi hanno anche un altro obiettivo. «Sentiamo la responsabilità di diffondere la cultura di una cucina sana ed equilibrata - spiega Maria Assunta Cescon, direttore del Centro di formazione professionale -. Anche quest'anno abbiamo sperimentato un corso di educazione alimentare realizzato dai nostri alunni e docenti verso i ragazzi delle scuole medie inferiori. Pensiamo che i centri di formazione professionale abbiano il compito di diffondere questa cultura attraverso gli alunni, che possono essere canali fondamentali di educazione alimentare. Per quanto riguarda gli adulti è importante che si impari a cucinare, ma anche guardando alla qualità e genuinuità dei prodotti». (m. fio.)