Bullismo, lavori «utili» per i due studenti
VIGEVANO. Il liceo Cairoli ha deciso: lavoro come antidoto al bullismo. Dopo la denuncia presentata dal padre di uno studente, che ha segnalato aggressioni fisiche e verbali al figlio, il consiglio di classe, riunito martedi, ha stabilito i provvedimenti da adottare. Un verdetto salomonico. Preside e docenti, ascoltate le diverse versioni, hanno concluso che torti e ragioni non stiano da una parte sola. Entrambi i ragazzi coinvolti in una colluttazione saranno chiamati, secondo le parole del preside Giuseppe Branca, «a svolgere attività nell'interesse della comunità scolastica».
«Abbiamo appurato - afferma il preside - che l'episodio aveva contorni più complessi rispetto a quanto emerso. Le responsabilità, a nostro parere, non andavano in una sola direzione perchè c'è stato un principio di rissa tra gli alunni, poi sedato. Quindi entrambi gli studenti coinvolti saranno chiamati, a partire dalla ripresa delle lezioni, a svolgere attività nell'interesse della comunità scolastica». Il consiglio deciderà, a suo tempo, quali mansioni assegnare ai due 16enni. «Le soluzioni potrebbero essere diverse - continua il preside -. Dalla collaborazione nell'allestimento delle aule alla cura del giardino, al volontariato all'esterno, anche se questa ipotesi richiederà una specifica assistenza da parte degli insegnanti, che comunque non mancherà, qualunque sia il lavoro assegnato ai ragazzi». L'obiettivo dichiarato è quello di favorire un riavvicinamento tra i due studenti, quello che ha denunciato di essere stato aggredito e quello indicato come aggressore. «La presenza di un docente - ribadisce Branca - sarà in ogni caso garantita per ricostruire un rapporto tra i ragazzi e superare una situazione difficile. I provvedimenti mirano a questo. Più che l'intento punitivo deve prevalere, secondo noi, l'aspetto educativo». Difficilmente però il provvedimento sarà attuato, almeno nei confronti del ragazzo che ha denunciato l'aggressione. Il padre, infatti, ha già annunciato che iscriverà il figlio ad un altro istituto.
«Di questo - conclude Branca - prenderemo atto se e quando avremo una comunicazione ufficiale». L'intenzione di cambiare scuola è confermata dalla famiglia dell'allievo. «Siamo amareggiati per la piega che ha preso la vicenda - dicono i genitori -. Nostro figlio ha subito delle lesioni e non può essere messo sullo stesso piano di chi quelle lesioni le ha provocate. Speriamo solo che questa storia incoraggi altri ragazzi vessati a farsi avanti e non subire. Una voce sola è piccola piccola e non viene ascoltata, tante voci possono far cambiare le cose. A questo punto, ci auguriamo che nostro figlio dimentichi al più presto, ma andremo fino in fondo. Abbiamo preso contatti con il sito anti-bullismo del ministero della Pubblica Istruzione e ora verificheremo anche la regolarità di un consiglio di classe cui non hanno partecipato i rappresentanti degli studenti e dei genitori». Dal canto loro, i genitori degli studenti indicati come autori di atti di bullismo stanno pensando a contromisure e si sono rivolti a legali per valutare la possibilità di una controdenuncia.