Consiglio, un debutto fra le polemiche

MORTARA. Trecento spettatori, qualche goccia di pioggia e confronti serrati fra maggioranza e opposizione: non è stata una pura formalità la prima seduta del nuovo consiglio comunale, riunito l'altra sera all'aperto in piazza Dughera. Ha debuttato l'amministrazione guidata da Roberto Robecchi, per la terza volta sindaco con una coalizione Lega Nord-indipendenti. Dei sette consiglieri di minoranza, mancava l'ex assessore Fabrizio Giannelli (Udc).
Giannelli aveva espresso giorni fa dubbi sulla sede 'poco istituzionale" per l'assemblea inaugurale. «Sono rientrato nel pomeriggio dalla Romania - dichiarava ieri - e avevo poi altri impegni, per questo non c'ero». Tornando all'altra sera: i tredici di maggioranza c'erano tutti. Dopo la proclamazione di sindaco e giunta, gli indirizzi di governo. In primo piano, nel documento letto dal sindaco, sicurezza e immigrazione.
Allarme extracomunitari.«L 'aumento degli immigrati causa allarme nella popolazione. Non è razzismo pretendere il rispetto delle leggi: solo cosi si potrà promuovere una vera integrazione». Previste fra l'altro ordinanze per allontanare 'questuanti e clandestini", arginare nomadismo e affitti abusivi, far rispettare le leggi sui phone center. Nodali anche famiglia e solidarietà sociale. Fra le altre proposte, una sede più idonea per la medicina di gruppo. Commercio: anche il divieto di installare grandi strutture di vendita. E poi una nuova caserma per i pompieri, aumentare i posti negli asili, e una festa delle frazioni.
Maldifassi: «Lega maschilista».Via agli interventi prima del voto, e prima bordata dalla minoranza sparata da Cristina Maldifassi, eletta con 'Una donna al Centro per cambiare Mortara". Presentando la giunta, giorni fa il sindaco ha detto «non ci sono primedonne. Anche perché sono tutti uomini», dopo tre legislature con almeno un' 'assessora". «E' il maschilismo della Lega», ironizza Maldifassi. Replica di Robecchi: «Era solo una battuta. Nessun maschilismo».
Scuola e fognature.Poi ha parlato Gilberto Guzzi (Ds), consigliere dell'Unione. Alla giunta: «Riducetevi lo stipendio, invece di rinunciare ai telefonini». La Lega era già in maggioranza: «Perché solo ora parla di lotta all'immigrazione?». E ancora, critiche a dichiarazioni di Robecchi sull'istituto Pollini. «E' assurdo pensare a due sedi per un'unica scuola. C'era un progetto che ne prevedeva una sola. Robecchi lo sosteneva, quando era consigliere provinciale». Robecchi: «Adesso il Pollini ha 900 alunni, non più 300 come allora. Non travisate le mie dichiarazioni». Secondo il consigliere Forti (nell'Unione per il Prc), «nel piano triennale della Provincia non ci sono fondi per la nuova sede». Poi scontri sulle fognature che non funzionano, ricordando l'alluvione del 2002. Ha ribattuto l'assessore Gianfranco Morone: «Di fronte a piogge eccezionali non c'è struttura che tenga». Duro il commento dell'assessore Luigi Ferrari Bardile, sulla 'scoppola" elettorale presa dall'Unione: «Di qualcosa dovete pur pentirvi». Poi l'apertura verso i cittadini «che hanno dato vita a liste civiche, nate da un disagio vers i partiti, se esistono argomenti condivisi». Ma «non è civica la lista Maldifassi, nata da un'implosione di Forza Italia e per ripicche personali».
La maggioranza 'bulgara".Forti: «All'opposizione in realtà ci siamo solo io e Guzzi. La vera maggioranza è 19 a 2». In minoranza, oltre a Maldifassi, per il Polo Paolo Silva (Fi), Ettore Gerosa (An) e Giannelli. E infine Gigi Granelli della civica 'W Mortara Viva": si è proposto come portavoce anche dell'altra civica (Mortara che cambia), che non ha rappresentanti in consiglio. L'Unione promette opposizione dura. Dal resto della minoranza «un'opposizione collaborativa, e pronta a valutare caso per caso le proposte». Voto sugli indirizzi: contraria l'Unione, astenuti gli altri dell'opposizione.
«Bonaséra a tüc. Robecchi l'a vinciü».Tutto in dialetto l'intervento del capogruppo di maggioranza per la Lega, Marco Vecchio. Per gli indipendenti, Stefania Sacchi. In minoranza sei capigruppo: Guzzi per l'Unione, e gli altri ognuno per sé.