Edimes, finale amaro Rochlitzer guarda avanti
PAVIA. Nello staff della Edimes che ha sfiorato la promozione in serie A, un ruolo fondamentale l'aveva Marcello Rochlitzer: studiare i video della propria formazione, per verificare se e come ogni giocatore della Edimes metteva in pratica i suggerimenti impartiti da coach Giancarlo Sacco: 43 anni, una esperienza da capo allenatore in B1, B2 e C1, Marcello, è anche il responsabile del settore giovanile della Nuova e insegna educazione fisica al liceo ginnasio Foscolo di Pavia.
«Ho lavorato duro - spiega Rochlitzer - soprattutto nei play off e mi è spiaciuto moltissimo per come sia andata a finire. Essere in panchina in una serie di finale è il massimo che un allenatore possa sognare, peccato che noi ci siamo arrivati un po' troppo stanchi per avere giocato cinque battaglie contro Jesi. Se fossimo riusciti a chiudere prima la finale con la Fileni forse saremmo ancora qua a festeggiare». Marcello ha iniziato da giocatore, ma ben presto è passato in panchina. Appassionato allenatore e grande organizzatore di squadre giovanili, Marcello è diventato assistente di Baldiraghi quando Pat è diventato capo allenatore a Pavia, sostituendo Martelossi: «Con lui ho diviso le esperienze nel settore giovanile e quando mi ha chiamato sono stato lieto di collaborare - continua Marcello - credevo nel suo progetto e nelle sue capacità, peccato per come sia andata a finire. Ho poi lavorato con gli altri coach, da Finelli a Martelossi fino a Sacco, che ha organizzato il lavoro e diviso le competenze fra Cesare Riva e me, dove ognuno doveva occuparsi di situazioni tecniche diverse. In particolare io dovevo studiare i video delle partite per verificare che i nostri giocatori facessero quello che Sacco aveva preparato, altrimenti si doveva intervenire in allenamento per correggere le varie situazioni tecniche. Durante lunghe sedute di lavoro fra Sacco, me e Riva si mettevano in comune le cose apprese per preparare al meglio la partita successiva». Rochlitzer non dimentica il settore giovanile. «Sono 300 ragazzi tra giovanili e minibasket che fanno ricco di giocatori giovani il nostro vivaio. Ci sono tanti ragazzi interessanti che possono venire utili per lavorare con la prima squadra già il prossimo anno».
Maurizio Scorbati