Il dramma dei rom

PAVIA.Una giovanissima zingara che trascina un carrello con due contenitori vuoti e va a prendere l'acqua al cimitero. La scena si svolge al passaggio a livello di via Donegani. Cosi comincia la puntata di 'Rotocalco televisivo" di Enzo Biagi, lunedi alle 23,45 su Rai Tre, dedicata al caso ex-Snia. La telecamera perlustra i ruderi della vecchia fabbrica. Qui un materasso sfasciato. Là due vecchie poltrone sfondate.
Seduti, Victor e Iliana Vaduva, di Slatina nel sud della Romania. Lui faceva il taxista e guadagnava 50 euro al mese, stipendio medio di un operaio in Romania. Lei faceva la parrucchiera. Hanno cinque figli. Raccontano che avevano conosciuto l'Italia alla televisione. Si erano illusi. Il Paese di bengodi, del lavoro, del benessere facile. Sono assillati dal dubbio: tornare in patria. Ma come mantenere cinque figli in Romania, quando un litro di latte costa 4 euro? «Tornare? No, non torneremo a casa».
E' un'inchiesta sui 222 tra rom, romeni, alcuni sinti e addirittura un'italiana. L'ultimo nato si chiama Rayan, ed è nato a maggio. Ripresa struggende del piccolo sul letto. Il giornalista intervista Giovanni Giovannetti, operatore culturale. «La verità è che il Comune qui dentro non ci mette piede dalla primavera del 2006. Li hanno abbandonati a sè stess». Giovannetti cita le cifre di un'indagine svolta da Irene Campari Erano quattro nel 2005, i disperati, e al primo maggio risultano 222. Di questi, 84 sono minori, 74 non hanno mai visto una scuola o un asilo, e 41 non hanno mai frequentato la scuola dell'obbligo. Ora la scena si sposta in piazza della Vittoria. Una donna che si chiama Gheorghita Stan ed è pure di Slatina, Tende la mano. La gente si gira dall'altra parte. (s. c.)