Fiamme gialle, oggi arriva D'Arrigo
ROMA.La sostituzione del generale Speciale è un atto legittimo. Con una lettera il governo risponde alla richiesta di chiarimenti arrivata dalla Corte dei Conti in merito al cambio del comandante della Guardia di finanza. E oggi il generale Cosimo D'Arrigo si insedierà al vertice del corpo nel corso di una cerimonia presieduta dal ministro Tommaso Padoa Schioppa.
L'ufficio controllo preventivo della magistratura contabile, aveva chiesto chiarimenti sulla regolarità del procedimento seguito. In particolare, a non convincere i magistrati contabili era il fatto che il decreto di nomina di D'Arrigo avrebbe dovuto essere preceduto da un altro provvedimento di revoca del generale Speciale e, quindi, la sostituzione si sarebbe dovuta motivare diversamente. Ieri la risposta del governo, con una lunga lettera scritta dal Tesoro che conferma e motiva la decisione che ha portato alla sostituzione di Speciale.
Il contenuto sintetico della lettera è stato diffuso da fonti di governo, le quali chiariscono che con la missiva si risponde in modo chiaro, preciso e dettagliato ai rilievi della Corte dei Conti, argomentando tutti i passaggi che hanno condotto, in maniera unanime, alla decisione dell'avvicendamento. La sostituzione comporta automaticamente la revoca dei vertici in carica, si precisa nella lettera, che tra le motivazioni della revoca fa riferimento a contrapposizioni tra vertici politici e vertici militari della Gdf. Si tratta di condizioni oggettive di contrasto e di contrapposizione mediatica che andavano risolti con urgenza - si spiega ancora - per tutelare un corpo armato dello Stato che svolge funzioni militari e di polizia economica e finanziaria di particolare rilevanza.
L'Ufficio di controllo preventivo della Corte dei Conti deve ancora prendere in esame i chiarimenti arrivati. Se le spiegazioni e le integrazioni alle motivazioni (ritenute carenti) alla revoca di Speciale saranno ritenute soddisfacenti sia dal consigliere delegato dell'Ufficio che dal magistrato istruttore, allora la registrazione potrebbe avvenire in tempi brevi, forse anche nel giro di un paio di giorni. Ma nel caso in cui tra i due magistrati vi fosse dissenso, o se le controdeduzioni dell'Economia non convincessero entrambi, allora la decisione toccherebbe al collegio della Sezione di controllo. In questo caso, i tempi rischiano di allungarsi. Ma, per legge, non si può andare oltre i 60 giorni da quando il Dpr è stato inviato alla Corte dei Conti (il 2 giugno scorso). In ogni caso, fintanto che il provvedimento non è stato registrato dalla Corte dei Conti, la nomina di D'Arrigo resta giuridicamente ‘congelata'.
Da oggi comunque, la poltrona di numero 1 delle Fiamme Gialle sarà di nuovo occupata, dopo alcuni giorni di ‘impasse' in cui a gestire il corpo è stato il comandante in seconda, generale Angelo Ferraro. Il generale D'Arrigo riceverà alle 12 gli alamari della Gdf in una cerimonia che, come da tradizione, si svolgerà alla presenza di Padoa Schioppa, di ritorno dal Giappone. Ci saranno anche i comandanti interregionali e regionali del corpo - convocati già la scorsa settimana - che ieri pomeriggio, in un'altra cerimonia, hanno assistito al saluto del generale Roberto Speciale. Nell'addio ai suoi uomini l'ex comandante ha rivendicato «trasparenza» e «rispetto delle regole», ricevendo un lungo applauso. Speciale ha definito i suoi quattro anni alla Finanza «il periodo più bello della mia vita militare».