Ferrari giura da sindaco nell'aula gremita

RIVANAZZANO. Romano Ferrari ha giurato di fronte al primo consiglio convocato dopo le elezioni. Sabato sera speciale in paese. Aria d'estate. Pizze, gelati. E politica. Un giorno insolito per un consiglio comunale. Ma la gente ha risposto. Uno spettacolo atteso dopo la campagna elettorale: meglio le alzate di mano in municipio che una passeggiata tiratardi nel parco Brugnatelli.
Una folla in aula per la prima della giunta Ferrari che ha riempito subito tutte le sedie disponibili sotto gli occhi vigili dell'affresco mariano che adorna la sala consiliare. Emozionati e concentrati i nuovi assessori: Antonio Chiappini, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici; Andrea Deglialberti all'urbanistica; Marco Poggi, sport e turismo; Elena Barbieri al Bilancio; Marco Largaiolli all'istruzione. Assente giustificato Luca Schiavi con la delega all'assistenza. E poi i consiglieri al loro primo giorno di scuola amministrativa e per alcuni di loro un autentico battesimo del fuoco. La maggioranza del «Patto per Riva» ha schierato tra i banchi, oltre agli assessori comunali: Nicola Chiapponi, Giuliano Chiodi, Adriano Favalli, Giorgio Leidi, Giampaolo Monastero, Luisa Orezzi. La nuova minoranza a Rivanazzano è composta dall'ex sindaco Giancarlo Piaggi e Lidia Lagoni (per la lista «Svolta per Rivanazzano»), da Marco Bertelegni e Palmira Grasso (per la lista «Decidiamo insieme») e dall'ex sindaco Beniamino Barbieri (per la lista «Progetto Riva»). Il primo timido squillo di futuri attriti lo si è avuto al momento del voto sulla compatibilità di carica del sindaco.
Tutti d'accordo come da prassi di queste occasioni? No, due mani alzate alla voce astenuti. Qualche brusio tra il pubblico. Lo sguardo attento del segretario e quello un po' più determinato del sindaco che evidentemente aveva previsto la mossa. I due ex primi cittadini Barbieri e Piaggi sono i consiglieri astenuti sul punto incompatibilità. Un'astensione motivata, come hanno spiegato subito dopo «per capire se davvero non ci sono problemi di incompatibilità tra la carica di primo cittadino e quella di dirigente dell'azienda ospedaliera». Romano Ferrari, con tono deciso, ha invitato il segretario a leggere la normativa che dà il via libera di legge al nuovo sindaco. A quel punto Ferrari ha affrontato il protocollo del giuramento, indossando con un po' di emozione da debutto, la fascia tricolore. Dopo la formula di fedeltà alla Costuituzione, applausi e anche un urlo d'incitamento. Poi il breve discorso d'insediamento in cui Ferrari ha ribadito di «voler amministrare per il bene di Rivanazzano, con l'intenzione di unire e non di dividere». (f.g. - r.lo.)