Il Papa: difendete i cristiani in Iraq
CITTÀ DEL VATICANO. Un brivido ha attraversato le schiene di gentiluomini e camerieri pontifici quando dalla bocca di George W. Bush è uscita la parola «sir», signore. Il presidente Usa si è rivolto cosi a Benedetto XVI. Secondo il protocollo avrebbe dovuto chiamarlo «His Holiness», Sua Santità. Dettagli e gaffes di una visita per il resto un po' formale e, per il Vaticano, neppure molto importante. L'attenzione nelle stanze del Palazzo Apostolico era tutta per il cambio della guardia del sostituto alla Segreteria di Stato. Va via Leonardo Sandri, argentino, voce storica di Giovanni Paolo II, arriva Fernando Filoni, italiano, specialista di cose cinesi. Alla visita di George W. Bush, nell'agenda di Ratzinger, non si dava particolare importanza. La posizione di chiusura del presidente Usa su aborto e staminali rende più che tranquilla la Chiesa cattolica.
I precetti morali sono più che rispettati. Non ci sono tensioni in questo momento con gli Stati Uniti. Cosi la tappa vaticana della visita romana è finita con l'essere motivo di ansia solo per gli uomini della sicurezza. Che dopo aver bloccato per oltre un'ora via della Conciliazione e la porta di Sant'Anna hanno preteso di far entrare Bush dalla parte opposta, facendogli imboccare contromano la strada che costeggia l'aula Paolo VI e facendolo passare per la porta delle Campane.
Tre gli argomenti toccati da Benedetto XVI con Bush: l'Iraq, l'Africa e il Medio Oriente. Non una parola nel merito della guerra ma molta preoccupazione del Papa per la situazione degli 800mila cristiani, 260mila cattolici, iracheni. Il Papa teme rappresaglie, maltrattamenti da parte dei musulmani. Chiede aiuto perché si rispetti la libertà religiosa, prevista dalla nuova Costituzione irachena.
Il punto della conversazione, 34 minuti di faccia a faccia, riservato all'Africa è stato un po' la continuazione delle discussioni avvenute fra i capi di Stato al G8 in Germania. Si è parlato della tragedia del Darfur. Si è parlato dell'Aids e della malaria piaghe ancora capaci di uccidere milioni di uomini. Bush ha ricordato gli stanziamenti del Congresso, da 15 a 30 milioni di dollari, raccogliendo apprezzamento.
Più politico l'approccio sul Medio Oriente e sulla questione israelo-palestinese. Che cosa si sono detti il Papa e Bush lo ha spiegato il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi: «Da parte della Santa Sede si è auspicata ancora una volta una soluzione regionale e negoziata dei conflitti e delle crisi che travagliano la regione».
Più emotivo il racconto di Bush: «Mi sono trovato di fronte un uomo intelligente e compassionevole. E' stata un'esperienza commovente». Senz'altro un ottimo apprezzamento per il Papa ma anche un modo per sfuggire ai punti politici dell'incontro, soprattutto quello relativo al Medio Oriente.