Raikkonen e Ferrari, Montreal come crocevia


Montreal e Indianapolis come crocevia della stagione Ferrari. Una situazione sinceramente difficile da prevedere dopo i test invernali e l'ottimo avvio di stagione. Ma Montecarlo ha cambiato decisamente l'orientamento di questo mondiale. In particolare per Kimi Raikkonen, ma di riflesso per la scuderia nel suo insieme. Parliamo di uomini, ma anche e soprattutto di strategie.
Le ultime due gare hanno visto la coppia McLaren scavare un solco importante tra sè e il finlandese della Ferrari. Alonso e Hamilton hanno conquistato sedici punti, Raikkonen uno solo. Per carità, in Spagna la responsabilità non è certo stata di Kimi; a Montecarlo, invece, con quello sciagurato incidente in qualifica, si. Al di là degli episodi sono i numeri a mettere la Ferrari di fronte a un bivio: la coppia McLaren vanta già 15 punti di vantaggio su Kimi e solo 5 su Massa. Il finlandese può rimontare e tornare in corsa per il titolo? Difficile da dirsi ora, la doppia trasferta americana potrebbe dare un responso importante. Perchè se lo scorso anno Michael Schumacher riusci a rimontare 25 punti ad Alonso prima di vedere sfumare in Giappone la possibilità di vincere, quest'anno il finlandese (che per altro non vale Schumi) ha a disposizione meno prove per cercare di ricucire questo primo importante strappo che lo vede lontano dal vertice. Sono solo dodici da qui alla fine, comprese queste prossime due, le gare a disposizione. In più, al momento, nessuno sembra in grado di recitare con continuità da terzo incomodo ed eventualmente favorire rimonte altrui rubando punti. Un po' come fece lo scorso anno, in poche occasioni per la verità, la McLaren stessa inserendosi tra Ferrari e Renault. Fin qui, a parte il Bahrain dove Alonso accusò problemi nello stint con le gomme dure, le Frecce d'argento sono sempre entrambe salite sul podio. La Ferrari c'è riuscita finora solo in una occasione (il Bahrain, appunto).
E allora ecco che le due prossime gare dovranno dire molto sulla possibilità della Ferrari di tornare, come in fondo è stato per i primi Gp, la vettura di riferimento. Ma anche se sarà opportuno puntare su Massa più che su Kimi nelle scelte delle strategie di gara per cercare di contrastare al meglio i due attuali leader del mondiale.
Del resto ipotizzare una lotta tra Alonso ed Hamilton al momento non è realistico. Lo si è capito anche a Montecarlo, non tanto per la vicenda degli ‘ordini di scuderia' che giustamente non ha in realtà portato ad alcun provvedimento nei confronti della scuderia di Ron Dennis, ma quanto perchè lo stesso Hamilton ha chiarito di sentirsi seconda guida rispetto al più titolato ed esperto compagno di team. Certo, dovessero arrivare a giocarsi nelle battute finali il mondiale l'atteggiamento di Lewis probabilmente cambierà, ma per ora la McLaren sembra solida anche sotto questo aspetto.

Davide Portioli