«E' stato un anno disastroso Ogni domenica un rischio»

PAVIA.«Siamo stanchi». Angelo Mazzetta, responsabile dell'Aia, l'associazione degli arbitri, di Pavia parla con un filo di voce. «E'la ventesima volta quest'anno che veniamo aggrediti». Il lamento del responsabile dei fischietti pavesi riguarda un calcio dove la violenza inizia dal basso. «Quello che fa più male - continua - è vedere che le aggressioni succedono soprattutto nelle categorie giovanili. Noi cerchiamo di insegnare agli arbitri come comportarsi, ma non è semplice. In vent'anni di esperienza questo è stato l'anno peggiore. Alla domenica siamo in pensiero per i nostri ragazzi». Per le 120 giacchette nere pavesi, che arbitrano circa 50 gare a settimana, la domenica è sempre più rischiosa. «Non lamentiamoci della violenza negli stadi - dice il responsabile regionale Aia, anche lui pavese, Roberto Del Bo - se poi ci sono dirigenti che si comportano in questo modo. E' un problema culturale quello del calcio. Bisogna far capire ai ragazzi come comportarsi in modo educato». Una della malattie del calcio calciosono proprio le folle di genitori urlanti che ogni week end affollano le tribune di campetti di periferia che qualcuno scambia per la Bombonera. Gli arbitri sono spesso ragazzi di poco più vecchi dei calciatori che si sobbarcano lunghe trasferte, con rimborsi che a volte arrivano dopo mesi. «In questi giorni - continua Del Bo - si discute del patentino per i giocatori di serie A e B e sulla loro conoscenza del regolamento. Bisognerebbe insegnarlo a tutti».