Speciale: sono stato violentato
ROMA. L'ex comandante della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, rifiuta l'incarico alla Corte dei Conti ma rinuncia anche al ricorso al Tar contro la decisione del governo che lo ha rimosso da comandante della Guardia di Finanza. Dunque? «Vado in pensione anticipata dopo 46 anni di onorata carriera senza nemmeno una macchia...». Il generale parla al telefono con il senatore De Gregorio e si sfoga.
«Non voglio dare l'impressione di svendermi per un piatto di lenticchie. Gli italiani - aggiunge - non devono pensare che io voglia restare abbarbicato a una poltrona. Sono un soldato e obbedisco. Però mi sento come se mi avessero violentato, non mi hanno dato neanche l'onore delle armi...». Nella giornata di ieri, con una lettera, Speciale aveva fatto sapere al ministro Padoa-Schioppa, di rifiutare l'incarico alla Corte dei Conti, che gli era stato proposto in cambio della destituzione da comandante generale delle Fiamme Gialle. Dunque l'affare si complica alla vigilia del dibattito in Senato. Il confronto politico sull'argomento è serrato e il centro-destra attacca. «Speciale è una persona per bene, tutta di un pezzo. Ha fatto bene a rifiutare questo incarico e credo che tutti debbano riconoscergli questa coerenza», dice Berlusconi.
«Ha fatto bene a rifiutare il contentino», aggiunge il segretario di An, Fini. Quindi Giuseppe Marinello (Forza Italia): «La dignità personale di un galantuono non può essere barattata neanche con un pretigioso incarico». Lo stesso esponente 'azzurro" si pone una domanda: o Speciale è un bugiardo (il riferimento è al carteggio con Visco) e allora non andava nominato alla Corte dei Conti, oppure non lo è e quindi nei suoi confronti c'è stato un abuso di potere. Adesso il governo ha in mano una bomba inesplosa». Nel centro-sinistra si leva la voce di Daniele Capezzone (Rosa nel pugno): «Speciale ha fatto bene a rifiutare il baratto da Prima Repubblica. Il comportamento del governo è paradossale: se riteneva positivo il comportamento di Speciale, non doveva rimuoverlo; se invece lo ritiene negativo non doveva proporgli un altro incarico allo scopo di tacitarlo». A Luciano Violante viene chiesto di commentare il saluto di Speciale a Berlusconi sul palco delle autorità alla sfilata del 2 giugno. «Agli ordini, come sempre», avrebbe detto Speciale al leader di Forza Italia. E Violante sommessamente spiega: «E' stato un eccesso di cortesia».
E contro la rimozione di Speciale si schiera il Cocer dei carabinieri. Intanto la procura di Roma chiede al comando generale delle Fiamme gialle «copia della corrispondenza intercorsa fra il generale Speciale e il viceministro Visco». Finora al vaglio del procuratore Giovanni Ferrara ci sono alcuni documenti acquisiti dalla procura militare. Invece stanno per arrivare a Roma, dalla procura generale di Milano, gli atti relativi alla vicenda dei quattro ufficiali della Finanza che dovevano essere trasferiti da Milano. Proprio il loro trasferimento (poi non avvenuto) è stato al centro del braccio di ferro (nell'estate 2006) fra Speciale e Visco.