Pisa domina, Pavia manca il poker


PAVIA. «Non abbiamo schierato la squadra migliore per non umiliarli, altrimenti l'anno prossimo non avrebbero gareggiato. Solo che adesso che hanno vinto nemmeno ci prendono in giro»: nelle parole del cussino Roberto Pusinelli c'è lo spirito della Pavia-Pisa, un mix di competizione e goliardia. Ieri sulle acque del Ticino è andata in scena la 45ª edizione della regata storica che contrappone gli «otto con» delle due università. Pavia, trionfatrice nelle tre precedenti edizioni, ha vinto per 68 centesimi la prima manche nella corsia più veloce, ma ha perso per 2"88 la seconda, a corsie invertite. Alla fine Pisa si è aggiudicata il trofeo Curtatone e Montanara con 2"20 di vantaggio. Ieri sul fiume si sono svolti anche il Palio dei quartieri e la finale di dragon boat per i collegi pavesi.
Piove a dirotto e dopo due giorni di maltempo il fiume è tornato allo zero idrometrico, un livello sufficiente per poter parlare di correnti. Per gli armi, che gareggiano risalendo la corrente per 500 metri, significa trovare una corsia più veloce dell'altra, quella destra (verso Borgo Ticino). Qui infatti la corrente è meno forte e quindi oppone meno resistenza. Nella prima manche Pavia è a destra, ma riesce a prevalere solo di un soffio (68 centesimi) su Pisa: 1'38"63 contro 1'39"31.
«A quel punto credevamo nella vittoria, ma non volevamo illuderci - spiega il vogatore pisano Simone Tonini - perché c'era sempre la possibilità che Pavia non avesse dato tutto». Infatti la seconda manche, a corsie invertite, è più veloce, ma è Pisa a dominarla: 1'24"99 contro 1'27"87. Tra gli otto vogatori pisani c'è anche un pavese: il 20enne Stefano Manfredi, che studia ingegneria navale a Livorno. «Quando ho saputo che a Pisa cercavano atleti per questa gara mi sono offerto per fare un giro a Pavia - dice Manfredi - . Dopo la prima manche, sapendo che nella seconda la corrente ci avrebbe favorito, ero già sicuro della vittoria». A guidare i toscani alla vittoria è stato un bambino di 10 anni e mezzo, il timoniere Dario Mazzoni. «Ho visto che nella prima manche Pavia seguiva una traiettoria particolare - spiega l'allenatore dei toscani, Alessandro Simoncini - per cui quando abbiamo invertito le corsie ho chiesto a Dario di fare altrettanto». Il resto l'hanno fatto i muscoli dei vogatori.
«Sapevamo che erano forti perché li avevamo già visti a Milano nelle competizioni nazionali - spiegano i cussini Davide Pignone e Roberto Pusinelli - . Dopo la prima manche abbiamo capito che c'era poco spazio per vincere. Nella seconda ci abbiamo provato, ma i pisani sono scappati subito. Diciamo che quest'anno abbiamo dato loro un contentino, nel 2008 ci rifaremo».
Pavia invece ha vinto la sfida della goliardia: «Ieri sera loro ci hanno fatto sparire il carrello, ma lo abbiamo ritrovato subito - spiegano i vogatori cussini - . Noi invece abbiamo addobbato la loro barca e i remi con uno stile che non dimenticheranno».
«Peccato per la sconfitta - commenta l'assessore comunale allo Sport, Adolfo Fantoni - . Credo possa essere uno stimolo per andare a vincere a Pisa l'anno prossimo Per il futuro siamo pensando di abbinare alla regata storica anche la sfida tra gli schermidori pisani e pavesi».

Claudio Malvicini