Colpo di Mayo sotto la pioggia
TERME DI COMANO. Il Giro d'Italia regala un sorriso a Iban Mayo Diez, lo spagnolo della Saunier Duval, che trionfa sotto la pioggia a Terme di Comano. Danilo Di Luca gestisce con sicurezza il primato. Il traguardo è posto a Terme di Comano, nel comprensorio delle Valli Giudicarie, nel cuore del parco naturale dell'Adamello Brenta.
Questo posto del Trentino è conosciuto per distensivi soggiorni curativi e villeggiature in un'ambientazione decisamente suggestiva.
Ma la tappa numero 19 del Giro è tutt'altro che rilassante. Le condizioni del tempo sono terribili, il gruppo deve pedalare per più di 150 chilometri sotto la pioggia, che cade impietosa sin dalla partenza da Treviso.
«Maglia (rosa) bagnata, maglia fortunata», deve aver pensato Danilo Di Luca, che al via regala sorrisi in abbondanza ai suoi tanti fans. Ed in effetti lo spostamento dal Veneto al Trentino, che sulla carta presentava diverse insidie, si conclude senza alcun danno per il leader della corsa, che si conferma il numero uno del gruppo.
La Saunier Duval firma diverse azioni di disturbo, in particolare Piepoli si dà molto da fare, la maglia verde scatta in salita ma viene risucchiato in fretta. Ci prova anche Mazzoleni, ma non c'è gloria per nessuno sull'ascesa che porta a Pian delle Fugazze.
E Simoni? E Cunego? E Schleck? Stanno li, in cuor loro magari coltivano la speranza di piazzare un «colpo» che possa far male e dare uno scossone alla graduatoria generale, ma la testa e le gambe consigliano prudenza.
La maglia rosa controlla con disarmante disinvoltura la situazione, tenendo d'occhio i rivali di classifica con intelligenza tattica. Anzi, in salita il capitano della Liquigas pedala meglio di tutti, tenta anche qualche sortita per ribadire la propria leadership e dimostra di avere più birra nelle gambe rispetto al resto della comitiva.
Come dire, il messaggio di Di Luca è chiaro: toglietevi dalla testa di mandarmi in tilt in questa tappa, e giochiamoci tutto nella cronometro (di oggi) da Bardolino a Verona.
Cosi i big procedono gomito a gomito e li davanti la gloria di giornata è tutta per Iban Mayo Diez, che attacca nella discesa verso Rovereto. Inizialmente si ritrovano in sette, poi è corsa a due perché gli resiste soltanto il connazionale Losada, e a 20 chilometri dal traguardo se ne va da solo, regalando alla Saunier Duval la quarta vittoria. Secondo il palermitano Giovanni Visconti, gregario di Bettini nella Quick Step, terzo il milanese Marzano. Il gruppo della maglia rosa giunge a 3'13", Garzelli becca 5 minuti, Petacchi e Bettini più di 23.
Il Giro ricorda un solo precedente da queste parti, nel 1976, quando il successo fini nelle tasche del veronese Luciano Conati, con la maglia della Scic. Stavolta è toccato al 24enne Mayo, lo spagnolo che confeziona il successo numero 24 in carriera. «Abbiamo lavorato molto bene - le sue parole dopo aver tagliato il traguardo - La Saunier si conferma come la squadra più forte».
D'accordo, però il Giro è nelle mani di Di Luca e della Liquigas. Come mai?
«Beh, Di Luca è andato molto forte in questa corsa, abbiamo provato in tutti i modi a metterlo in difficoltà, ma lui si è sempre difeso bene. Ad un certo punto abbiamo puntato ai successi di giornata. Abbiamo vinto quattro volte con quattro corridori diversi, una bella soddisfazione».
E adesso tutte le attenzioni sono rivolte alla cronometro di oggi. Di Luca parte da una posizione di indubbio vantaggio, perché i numeri della classifica generale sono tutti dalla sua parte. L'abruzzese deve difendere 144 secondi da Schleck, 148 da Simoni, 209 da Cunego. Sembrerebbero cifre rassicuranti, se consideriamo soprattutto la splendida condizione di Danilo.
Interessante anche la lotta per il podio, sul quale ambisce di salire lo stesso Mazzoleni, a conferma che il Giro ha ancora tante cose buone da raccontare.