Sanità, nasce il patto tra pubblico e privato
PAVIA. La sanità pubblica pavese stringe la mano a quella privata, ed entrambe cercano di far fronte all'avanzata milanese. Nasce con propositi ambiziosi il 'Progetto Pavia", presentato ieri mattina dai vertici di Policlinico San Matteo, Fondazione Maugeri e Fondazione Istituto neurologico Mondino. Un progetto al quale si sta lavorando dal gennaio scorso e che nelle intenzioni degli interessati dovrebbe essere pronto a dicembre, per creare dal gennaio 2007 il primo distretto sanitario in Italia. Un progetto sul quale, dopo diversi incontri a Roma e Milano, ci sarebbe il gradimento del ministro Livia Turco e della Regione, e che quindi da gennaio potrebbe ottenere i finanziamenti e avviare la ricerca integrata. Sul modello organizzativo della sanità Usa.
Garantire prestazioni eccellenti, utilizzando servizi comuni, a tutti i cittadini che si rivolgono al bacino pavese. L'hanno prospettato ieri mattina, nel presentare il 'Progetto Pavia", Giuseppe Nappi, direttore scientifico della Fondazione Mondino; Enrico Solcia, direttore scientifico del Centro nazionale per l'Adroterapia oncologica; Angiolino Stella, presidente della Fondazione Mondino; Alberto Guglielmo, presidente della Fondazione policlinico San Matteo; Carlo Alberto Redi, direttore scientifico della Fondazione policlinico San Matteo e Marcello Imbriani, direttore scientifico della Fondazione Maugeri.
«E' estremamente importante si possa parlare di area pavese di ricerca biomedica - ha sottolineato Stella - Oggi è urgente costruire un newtork per poter accedere ai finanziamenti con probabilità di successo»; «Nelle tre Irccs disponiamo di competenze ad alto livello - ha detto Redi - L'importante è arrivare ad avere un sistema che segua costantemente il paziente»; «Non voglio rinfocolare polemiche con gli istituti milanesi, ma se non si corre a velocità doppia si soccombe», ha precisato Imbriani; «Siamo assediati, siamo i più piccoli e abbiamo un motivo in più per stare assieme», ha rilevato Nappi; «Anche per il Cnao questo far sistema è essenziale», ha sottolineato Solcia.
In pratica, se il 'Progetto Pavia" decollerà, creerà il primo distretto in Italia. Da quel momento cambieranno molte cose: si intensificheranno le interazioni tra ricercatori, sia a livello di collaborazione in specifici progetti di ricercache di convegni scientifici e formativi; sarà favorito l'utilizzo congiunto dei servizi alla ricerca: un esempio è il consolidamento del Sistema bibliotecario pavese, inserito sia nella rete Bibliosan degli Irccs promossa dal ministero della Salute, che nella rete Sbbl, della Regione. Ma il 'Progetto Pavia" aprirebbe la strada anche all'utilizzo congiunto di strutture operative di alto profilo tecnologico: Imaging avanzato funzionale e spettroscopico, laboratori radioisotopi e radiofarmaci, Cell factory, Banche di materiale biologico, comprese le cellule staminali, certificate e inserite nei sistemi di interscambio internazionale ecc.
Infine c'è il proposito di elaborare e avviare progetti di ricerca comuni: si lavorerà sulla medicina di genere, sulla continuità delle cure in Oncologia, sulle patologie neurologiche degenerative e sul progetto 'Pavia senza dolore".