Il sindaco: «Dico no al campo per i rom»
PAVIA.«Il campo nomadi non si farà, mi deve costringere il Presidente della Repubblica a costruirlo». Piera Capitelli usa parole inequivocabili per manifestare la propria posizione. E sull'area Snia, altrettanto inequivocabilmente, prende posizione per sottolineare come «se ne stia parlando troppo». «Non fa il bene della città chi fa pressione per un'accoglienza indiscriminata che favorisce gli arrivi dei Rom che Milano manda via - spiega - C'è un problema grave di sicurezza su due fronti: quello del quartiere, che deve essere tutelato e quello degli stessi occupanti abusivi, che si insediano in luoghi che potrebbero presentare numerosi pericoli. Di questo comunque è responsabile la proprietà».
In questi giorni il sindaco ha diffuso un comunicato in cui conferma il fatto che le presenze nell'area Snia «sono aumentate in questa stagione a dismisura, specie a seguito del libero accesso all'Italia ai cittadini rumeni e degli sgomberi da alcune aree milanesi».
Nel contempo il vice ministro dell'Interno Marco Minniti ha assicurato a Capitelli «che alla situazione di Pavia sarà esteso lo stesso patto di sicurezza e legalità sottoscritto con le città metropolitane, con delega al prefetto sugli insediamenti Rom». «Pavia non vuol venire meno alla propria vocazione di città dell'accoglienza - conclude Capitelli - Ma la questione Rom non è certamente ascrivibile alla dimensione e alla responsabilità comunale».