Sequestri, liberato Pinna dopo 8 mesi
CAGLIARI. Titti Pinna, l'allevatore di Bonorva (Sassari) rapito il 19 settembre scorso nelle campagne della sua città, è stato liberato ieri nell'Oristanese. Sarebbe stato lo stesso ostaggio a telefonare a casa sua poco prima delle 9 da un'azienda di Sedilo, nell'Oristanese, vicino al luogo dove i suoi sequestratori l'hanno liberato. La liberazione è avvenuta nella zona di Sedilo. Fermate due persone.
Il primo fermo è stato operato vicino al luogo in cui Pinna si è presentato ieri per telefonare alla famiglia. L'allevatore, che viene interrogato è un uomo che gestiva l'ovile di Sedilo dove sarebbe stato tenuto prigioniero l'allevatore di Bonorva. L'uomo sotto interrogatorio ha chiesto di essere tutelato dall'avvocato Agostinangelo Marras. Una singolare coincidenza visto che il legale sassarese, a suo tempo, è rimasto coinvolto nella vicenda. Secondo quanto riportò il quotidiano La Stampa avrebbe ricevuto, il 6 marzo scorso, su una copia de L'Unione Sarda del 25 gennaio precedente, un messaggio del sequestrato alla sorella. Secondo quanto ipotizzato nel quotidiano torinese, quel messaggio sarebbe stata la prova dell'esistenza in vita di Pinna che, in quel periodo, si sarebbe dovuto trovare in Romania. L'avvocato Marras avrebbe consegnato la lettera al questore di Nuoro Pagliei. Sul possibile pagamento di un riscatto, gli inquirenti non commentano. La domanda è stata posta ieri durante la conferenza stampa tenuta a Nuoro dal comandante regionale dell'Arma, Gilberto Murgia, e da quelli provinciali di Nuoro e Sassari, colonnelli Salvatore Favarolo e Paolo Carra, ma i carabinieri non confermano nè smentiscono. Le ultime indiscrezioni, filtrate ad aprile sulla stampa, parlavano di una richiesta di riscatto di un milione di euro. Nella serata di ieri è stata fermata una seconda persona, un servo pastore.
Intanto Titti Pinna, ricoverato per accertamenti due ore dopo la sua liberazione, potrebbe essere trattenuto in ospedale almeno sino a oggi. Le condizioni di salute sono considerate soddisfacenti, anche se l'uomo, costretto a una dura prigionia per otto mesi mesi, ha subito conseguenze soprattutto sul piano motorio.