«Solo buone notizie nelle mie ultime liriche»

Presentata al recente Salone del Libro di Torino, è uscita per i tipi della casa editrice Interlinea di Novara (con il patrocinio del Comune di Battuda), la raccolta di poesie di Andrea De Alberti dal titolo 'Solo buone notizie" (90 pagine, 12 euro); il volumetto si avvale dell'introduzione di Angelo Stella.
De Alberti (nato a Pavia nel 1974) lavora all'Osteria alle Carceri, ha collaborato con il Fondo Manoscritti e ha una grande passione per la poesia, complice il folto gruppo di poeti con i quali si è potuto confrontare: Flavio Santi, Massimo Gezzi, Annalisa Mastretta, Fabrizio Bernini.
Una sezione di questa raccolta è apparsa nell''Ottavo Quaderno Italiano di Poesia" (a cura di Franco Buffoni, introduzione di Flavio Santi), massima vetrina in Italia, ma arrivare alla pubblicazione di un libro di poesie non è impresa facile.
Chi ha letto per primo le sue poesie? Come ha trovato un editore che credesse, nonostante il pessimo momento in cui versa la poesia, nel suo progetto?
«Il primo è stato Giuseppe Polimeni, che mi ha consigliato di coinvolgere Flavio Santi e Cesare Repossi; è quindi subentrato Angelo Stella, il quale mi ha spinto verso l'editore Roberto Cicala».
La struttura del libro è particolare, e ancor più lo è la ricerca di qualcuno cui raccontare una storia, senza però pretendere delle risposte; Angelo Stella descrive infatti la sua poesia come una 'cantata per una voce sola e un coro di bocche chiuse". Quali sono le tematiche centrali?
«Il reale scopo della mia poesia è quello di andare a 'tanare" vicende della mia storia personale per farle poi apparire universali. Il nucleo è legato alla morte di mio padre, dalla quale parto per parlare degli ultimi 7 anni della mia vita, dividendoli in tre tempi (In presenza del fantasma - Ancora una presenza - In tempo di pace). Una particolarità delle mie poesie è che sembrano pensate, a livello tematico, in dialetto, ma sono poi interamente scritte in italiano».
Gianluca Bavagnoli