Marta l'imprenditrice filosofa Riso, latte e tanta biomassa

VALEGGIO. Una giovane imprenditrice agricola che guarda con interesse alle nuove forme di coltivazione e di produzione agricola, ma che non è intenzionata ad abbandonare le sue radici, che significano sostanzialmente riso, latte e carne. La 29enne Marta Sempio è il simbolo dell'agricoltura del Duemila: attenta alle sfide del futuro, fra cui le bioenergie e i biomateriali, ma ferma nella valorizzazione della risicoltura, in Lomellina ma anche nel Novarese e nel Vercellese, dove conduce due aziende agricole.
E da pochi giorni l'imprenditrice agricola può far valere il suo entusiasmo e le sue capacità anche in ambito nazionale: all'inizio di maggio, infatti, è stata eletta vice presidente dell'Associazione nazionale giovani agricoltori (Anga), che fa capo a Confagricoltura. Laureatasi nel 2000 a pieni voti in Filosofia, Marta Sempio ha deciso di abbracciare la vita della campagna, dove si sposta dalla sua residenza di Pavia. «Perché sono passata dalla filosofia alla conduzione di aziende agricole? E' stata una decisione venuta da sé, naturalmente», spiega la vice presidente nazionale dell'Anga, che in Lomellina gestisce la cascina Tessera di Valeggio e la cascina Erbamara di Cergnago. Il suo lavoro la porta anche a Casalino, un centro del Novarese a pochi chilometri da Confienza, e a Vercelli, dove conduce altre due aziende agricole. Gran parte della sua attività agricola è occupata dalla coltivazione di biomasse. «Essenzialmente sono pioppi e impianti di latifoglie a ciclo lungo, cioè vent'anni - spiega Marta Sempio -. Facciamo anche biomassa legnosa, la cosiddetta 'short rotation forestry", in cui applichiamo le conoscenze agronomiche e tecnologiche per valorizzare i punti di forza delle biomasse con turni di uno, due e cinque anni». A Cergnago, nella campagna lomellina più autentica, l'imprenditrice pavese si cimenta anche con la coltivazione di riso biologico, oltre a orzo e soia. «Certamente si tratta di un impegno maggiore, considerato che nelle nostre risaie non usiamo fitofarmaci, ma noi siamo soddisfatti e proseguiremo su questa strada», aggiunge. Riso, mais, pioppi, ma anche zootecnia, un'attività che negli ultimi anni ha attraversato momenti non facili. Nella cascina di Casalino c'è una stalla con 165 vacche da latte: in questo caso, l'allevamento si affianca alla coltivazione del riso. «Cerco di abbinare l'agricoltura tradizionale, cioè riso e vacche da latte, con quella più avanzata, come le biomasse - dice ancora la giovane imprenditrice agricola -. Sarà questo il percorso che seguirò anche come vice presidente dell'Anga, di cui sono la responsabile per l'area del Nord Italia: non voglio certamente sostituirmi agli imprenditori 'senior", ma senza dubbio stimolare i colleghi di Confagricoltura ad affrontare tematiche come le bioenergie e i biomateriali, di cui si parla sempre più spesso in questi ultimi mesi». Non ultimo il tema della comunicazione, sviluppato soprattutto attraverso le nuove tecnologie informatiche. Dinamica e propositiva, Marta Sempio, che per il Nord Italia avrà accanto a sé il risicoltore novarese Luca Chiaramonti, pensa all'apertura di nuove sezioni dell'Anga per promuovere politiche destinate a favorire la permanenza e l'inserimento dei giovani nel settore. Fra i suoi progetti ci sono l'organizzazione di viaggi di studio e convegni.
Umberto De Agostino