Seconde case, il mercato frena

SALICE TERME.Persino l'inossidabile mercato del mattone avrebbe voglia di un nuovo volto del turismo in Oltrepo: sui cartelloni delle immobiliari manca quasi del tutto una categoria di annunci, quelli dell'affitto di case-vacanze. «Noi quei tabelloni li avremmo anche - spiegano gli operatori -, ma non sappiamo che farcene dal momento che chi affitta per una vacanza estiva in Oltrepo è una mosca bianca». Frutto del male oltrepadano recentemente fotografato anche nel libro «Parola d'Oltrepo», di Giovanni Maggi e Marta Raffinetti, ovvero dell'eccessiva vicinanza a Milano e alle grandi realtà del Nord.
Si fa tutto in giornata. E anche il mercato delle seconde case, eccezion fatta per il comprensorio di Salice, sembra vivere una fase di stallo. «La maggior parte dei milanesi che il venerdi arrivano all'ombra delle colline sfruttano abitazioni di famiglia o di parenti - spiegano i professionisti dell'immobiliare -, oggi il numero di chi acquista una seconda abitazione qui da noi si è abbassato. E comunque si cerca di contenere le spese».
Discorso diverso, invece, se si parla di una prima casa: «Va molto meglio ragionando su chi sceglie di trasferire in Oltrepo la propria residenza. Sempre più giovani coppie stanno decidendo di spostarsi alle porte della valle Staffora». L'andamento del mercato immobiliare oltrepadano sembra dire che la qualità della vita c'è, ma che il sistema turistico è ancora alla ricerca di una regia forte e ben integrata. I primi segnali incoraggianti arrivano, ma secondo chi vende immobili devono essere comunicati all'esterno. In pochi sanno che il 13 aprile, la Camera di Commercio ha assegnato il Marchio Turismo di Qualità 2007 a 51 imprese turistiche della provincia di Pavia (ristoranti, hotel e alberghi), più della metà oltrepadane. Il riconoscimento dell'Istituto nazionale ricerche turistiche (UnionCamere) è un premio alle aziende, che dopo un'attenta selezione, superano il giudizio di una apposita commissione e si distinguono per l'offerta turistica che riescono a proporre all'ospite/turista, soprattutto dal punto di vista dell'ospitalità. «Qualcosa si muove - ammettono gli immobiliaristi -, ma il cliente fa ancora troppa fatica a saperlo. In quanto a pubblicità e a marketing territoriale siamo quasi all'anno zero». (e.b.)