Cinquanta metri da favola per il ragazzo Acqua & Sapone

BERGAMO.Stefano Garzelli tre anni dopo. L'ultima sua vittoria al Giro risaliva al 2004, tappa della Presolana. Questa volta, a Bergamo, il varesino batte Simoni e spinge la scintillante maglia rossa dell'Acqua&Sapone Caffè Mokambo sul gradino più alto del podio. «Sono contento - commenta il trentaquattrenne corridore - è passato davvero tanto tempo da quel giorno. E' stata una tappa molto bella e anche particolarmente dura, per stare dietro a Savoldelli in discesa ho rischiato l'osso del collo».
Da applausi il recupero nei 50 metri finali e la vittoria. «Non pensavo di farcela, nell'ultima curva ho dato tutto me stesso e ho ripreso Simoni. E' stato eccezionale».
La maglia rosa Danilo Di Luca appare tranquillo, nonostante gli attacchi portati da Simoni. «E' stata una giornata più tirata del previsto. Bravo Simoni ad andare via in discesa, ha fatto una bella azione. Paura? No, non l'ho mai avuta, credo di aver contollato bene la situazione».
Si è avuta la sensazione che a un certo punto si sia stretta un'alleanza Di Luca-Cunego, e Di Luca ha sfruttato anche il lavoro della Lampre. «Ma la Lampre lavorava perché davanti c'era Simoni - replica lo spoltorese - quelli lavoravano per Cunego. Io sono soddisfatto dei miei, la Liquigas ha dato tanto anche oggi, è normale che alla fine si sia fatta sentire la fatica».
E a proposito di fatica, adesso c'è l'ascesa sulle Tre Cime di Lavaredo. «Vediamo su chi pesa di più la tappa di Bergamo. Spero che Simoni avverta un po' di stanchezza per quanto fatto qui». E Simoni adesso fa più paura? «Fa paura come sempre, resta l'avversario numero 1. Secondo me Gilberto sulle Dolomiti può ripetere l'attacco. Mi andrebbe bene pure perdere 30 secondi da lui nella tappa delle Tre Cime, l'importante sarà arrivare con almeno un minuto di vantaggio all'ultima cronometro».
Cadute.Nella discesa dal Colle San Marco sono caduti Arekeev, che ha riportato la frattura della clavicola sinistra, e Bellotti, che ha subito un trauma cranico, trauma facciale con sospette frattura di alcune ossa del massiccio facciale ed escoriazioni multiple al volto. Entrambi i corridori sono stati trasportati in ospedale.
Pipi vietata.Fare pipi può diventare un problema per i «girini», abituati a scendere dalla bici e soddisfare i loro bisogni ai bordi della strada lungo il percorso della corsa rosa. A fine tappa, a Bergamo, c'è stata ieri una dura presa di posizione da parte dell'organizzazione, che biasima il «comportamento scorretto di molti corridori che hanno effettuato i loro bisogni naturali lungo le via di Cantù, alla partenza, anche davanti al pubblico» e invita i direttori sportivi a «informare gli atleti al fine che questi atteggiamenti scorretti non si ripetano». (p.a.)