La Juve vince, ma non fa festa

TORINO. Doveva essere la festa della promozione, invece è diventata una cerimonia d'addio. La Juventus, già matematicamente in A, ieri ha battuto 2-0 il Mantova, ma ha perso l'allenatore. Ieri sera la società bianconera ha comunicato di avere «consensualmente risolto» il contratto con Didier Deschamps perché «tecnico e società hanno constatato che non c'erano i presupposti per continuare». Che ci fossero problemi si sapeva, ma nei giorni scorsi i nodi sono venuti al pettine con la pretesa di Deschamps di avere più poteri per il mercato e un prolungamento di contratto. La società non lo ha accontentato e il francese ha deciso di lasciare piuttosto che ritrovarsi con una squadra non eccelsa da cui si pretenderebbe subito un posto in Champions League. Deschamps ha il salvagente del Lione, che è pronto ad accoglierlo a braccia aperte. Al suo posto è probabile il ritorno di Marcello Lippi, mentre è lo stesso presidente bianconero a ritenere «difficile» un Capello bis.
Ieri di festoso sugli spalti c'è stato poco e non solo perché prima della partita era stata commemorata la tragedia dell'Heysel, nel 32esimo anniversario. I tifosi hanno fatto cori a sostegno di Deschamps e della vecchia guardia, e contro il presidente Coboldi Gigli, invitato a farsi da parte, e Capello, che la curva Sud non vuole.
Deschamps è andato in panchina e ha mandato in campo la squadra migliore per non falsare il campionato nonostante la serie A già raggiunta. E poi perché l'avversario è quel Mantova che aveva battuto i bianconeri all'andata (1-0). Bisogna aspettare la fine del primo tempo per la prima azione pericolosa, conclusa con due parate consecutive di Brivio su Zebina e Del Piero. A inizio ripresa la Juve va in gol: Trezeguet quasi non puo fare a meno di ribadire in rete su pennellata di Balzaretti dalla fascia. L'allenatore Di Carlo si arrabbia, perché i mantovani sono troppo molli per una partita fondamentale sulla strada dei play off. Poi segna Nedved, al 27', con la solita entusiasmante caparbieta, condita con un cucchiaio finale. Nel finale Deschamps è invitato ad andare sotto la curva, ma ci vanno solo alcuni giocatori, tra cui Buffon e Nedved.
La lunga giornata bianconera era iniziata a mezzanotte di ieri, con l'annuncio di Sky Sport delle dimissioni-choc del tecnico. Da quel momento è stato un susseguirsi di voci. Al mattino in corso Galileo Ferraris si sono riuniti i vertici bianconeri e intorno alle 14 hanno detto pubblicamente che la Juve non aveva ricevuto le dimissioni di Deschamps e che l'ad Jean-Claude Blanc avrebbe parlato con l'allenatore dopo la partita per chiarire la sua posizione. Poco dopo Sky sport ha smentito la società e ieri sera è arrivata la conferma da parte dei vertici bianconeri. Morale? Il tecnico francese, nonostante la scorsa estate avesse accettato di guidare la Juve senza sapere in quale serie e con quale penalizzazione, farà le valigie. A Torino pare sempre più vicino il terzo regno di Marcello Lippi. L'ex ct azzurro, in occasione della finale di Atene, ha ammesso di cominciare a sentire la nostalgia del campo e a Torino ha già allenato due volte: dal ‘94 al ‘99 e dal 2001 al 2004. Con il suo ritorno, la conferma di Buffon sembrerebbe scontata. Non sono da escludere comunque le sorprese, visto che in estate si annuncia un valzer di panchine con gente come Mourinho e Rijkaard che potrebbe finire a spasso.