Bambini autistici, servizi ok ma ora serve il referente unico

PAVIA.Sono soddisfatte dell'aiuto che ricevono dal mondo del volontariato e danno una valutazione positiva dei servizi socio sanitari pubblici; ma quello di cui dicono di aver più bisogno è di essere informate e orientate nel compito di educare un figlio autistico. Sarebbe quindi ben accetta la creazione di un 'referente unico per le famiglie". E' quanto emerge dall'indagine 'La famiglia davanti all'autismo", promossa dall'assessorato regionale alla famiglia e solidarietà sociale in collaborazione col ministero della salute, Fondazione Cometa e Irer. I risultati dell'indagine sono stati illustrati ieri all'Università Milano Bicocca. La ricerca è stata condotta da Paola Arrigoni e coordinata da Renato Mannheimer su 300 famiglie lombarde, con figli autistici dai 3 ai 19 anni; il 21% della popolazione autistica, stimata in Lombardia per questa fascia di età. «Nell'affrontare questo problema - ha detto l' assessore Giancarlo Abelli - abbiamo scelto di coinvolgere direttamente le famiglie». «Il quadro dei servizi è una foto in chiaroscuro - ha detto Mannheimer - con alcune zone di eccellenza ed altre zone grigie». Il 60% delle famiglie si dice soddisfatto».