Attacco di Fatah a Gerusalemme

TEL AVIV.Due palestinesi sono rimasti uccisi a Gerusalemme nel corso di una sparatoria con uomini delle forze di sicurezza israeliane. I due sono stati uccisi nella parte est di Gerusalemme, la città vecchia araba, dopo che avevano aperto il fuoco contro una pattuglia di agenti israeliani.
Nella sparatoria quattro uomini delle forze di sicurezza dello Stato ebraico sono rimasti feriti. La paternità dell'attacco è stata rivendicata dalle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al Fatah), secondo il sito online Ynet del quotidiano Yediot Ahronot.
La situazione si fa sempre più difficile e sembrano davvero modeste le speranze di riportare la calma a Gaza dopo due settimane di continue violenze innescate prima da cruente battaglie fra al-Fatah e Hamas, e poi estese dagli islamici palestinesi al territorio israeliano con insistenti lanci di razzi. Anche ieri, per il decimo giorno consecutivo, l'aviazione israeliana ha martellato postazioni di Hamas in varie località di Gaza, uccidendo cinque miliziani islamici e ferendo trenta persone. Il totale dei palestinesi uccisi in questi raid è salito a 45.
Hamas ha immediatamente fatto la voce grossa. Ha informato il presidente Abu Mazen che allo stato attuale non si può parlare di alcuna tregua con Israele. Poi il braccio armato di Hamas, Brigate Ezzedin al-Qassam, ha mandato davanti alle telecamere il suo portavoce Abu Obeida per informare che sono dietro l'angolo nuovi attentati in territorio israeliano e nuovi rapimenti di soldati. Quanto al caporale Ghilad Shalit da un anno prigioniero di Hamas e di altri miliziani islamici «Israele può pure dimenticarsi della sua liberazione» se solo oserà colpire il premier Ismail Haniyeh o altri dirigenti militari o politici di Hamas.