In casa nascondevano cocaina e hashish

VIGEVANO. Si aggiravano un po' troppo spesso nei luoghi della città dove si incontrano spacciatori e clienti. I carabinieri li hanno tenuti d'occhio per alcuni giorni poi sono entrati in azione. L'altra sera i militari della stazione di Vigevano hanno arrestato Salah Moufatih, 33 anni, marocchino, residente in provincia di Caserta ma di fatto senza fissa dimora, e il connazionale Abdelhadi Benrais, 37 anni, ufficialmente con residenza spagnola ma in realtà da qualche tempo a Vigevano. Sono accusati di detenzione di droga ai fini dello spaccio.
I carabinieri da qualche tempo stanno setacciando, anche con uomini in borghese alcune zone della città dove si notano movimenti 'sospetti". L'attenzione dei militari è rivolta, tra l'altro, al parco Parri, al cortile del castello, piazza Volta, piazza Calzolaio d'Italia.
I due marocchini arrestati, secondo la ricostruzione degli inquirenti, erano abituali frequentatori di alcuni di questi luoghi e l'altra sera, alle 19.30, quando i carabinieri hanno visto Moufatih a bordo di una Volkswagen Golf lo hanno seguito fino alla sua abitazione, in via Corio.
Controllando l'autovettura, i militari hanno trovato un coltello a serramanico lungo 17 centimetri e una spranga di 53 centimetri. Il marocchino 33enne è stato quindi denunciato per detenzione illegale di arma bianca e di oggetto atto ad offendere. Ma la perquisizione si è estesa all'appartamento. Qui i militari hanno trovato anche Abdelhadi Benrais, che divideva l'alloggio con il connazionale. Secondo una prima ricostruzione dell'epiosodio, in casa i due marocchini nascondevano 16 grammi di cocaina divisa in 6 confezioni di cellophane e un grammo di hashish. Sono stati sequestrati anche 1.200 euro in contanti che si sospetta siano stati incassati in seguito alla cessione di sostanze stupefacenti.
I due immigrati sono stati arrestati e ieri mattina il giudice Fabrizio Scarzella ha convalidato il provvedimento accogliendo la richiesta del pubblico ministero Rosa Muscio. L'avvocato difensore Paolo Comaschi ha chiesto i termini a difesa per prendere visione degli atti in modo più approfondito e il processo per direttissima è stato rinviato al 5 giugno.
Nel frattempo Salah Moufatih resterà in carcere, mentre Abdelhadi Benrais è stato rimesso in libertà ma con l'obbligo di presentarsi in caserma per la firma.