Cavallaro teme l'addio

VIGEVANO. «Un pubblico cosi a volte non lo si trova nemmeno in Legadue». Mirko Cavallaro ha ancora negli occhi e nel cuore il Palabasletta di domenica scorsa quando Vigevano ha mantenuto la B1 vincendo gara-3 del secondo turno dei play out con Atri, grazie ai 25 punti che lui ha messo a segno. Da li il golden boy e la Pallacanestro Vigevano devono ripartire, ma per lui cominciano ad arrivare delle proposte, anche dalle serie maggiori. Sul suo futuro Cavallaro è cauto: «Bisogna vedere. Intanto il cartellino è di Siena (la Virtus, che milita in B1,ndr ) e penso che loro vogliano dire qualcosa in merito».
L'amore per la «sua» Vigevano, quella che ha salvato per due anni di fila estraendo dal cilindro le prestazioni migliori, è qualcosa difficile da cancellare. Si capisce perfino quando parla della Cat. «Mi spiace siano retrocessi dalla serie D - dice - Sono andata a vederla e la sento come una cosa che mi appartiene». Nella Cat ha giocato per un anno da adolescente, prima di partire per Siena. Dove potrebbe tornare, vista la sua stagione che pur essendo ad alti e bassi, non ha mancato di rivelare quanto il giovane cestista sia cresciuto. «Sono migliorato molto in difesa - dice Cavallaro - ma penso di non aver perso niente in capacità offensiva». Fino all'ultima partita con Atri nella quale è stato decisivo anche nel far commettere il quinto fallo a Spigaglia che in campo stava dando il meglio di sé. «Mi sono sentito spingere - dice Cavallaro - e ho tirato segnando il canestro. Ma non mi ero accorto che era lui. Solo qualche istante dopo ho capito che sarebbe uscito il loro giocatore più forte. L'ultima partita è stata quella in cui abbiamo sentito meno la tensione. In gara-2 invece abbiamo rischiato grosso. Poi quella mia stoppata nel finale ha cambiato un po' le sorti della gara». Rimane anche qualche rimpianto. «Potevamo fare di più - conclude Mirko Cavallaro - Aver conquistato i play out nelle ultime giornate è un risultato che ci va un po' stretto».
Andrea Ballone