Kimi aspirante protagonista
La situazione ha quasi del paradossale. Non è bastato alla Ferrari aggiudicarsi tre dei primi quattro Gp stagionali. Nella F.1 del ‘vince chi arriva in testa alla prima curva', dei sorpassi banditi in barba al fatto che sono il sale delle corse, la classifica del Mondiale recita testualmente: primo il debuttante Hamilton, secondo Alonso.
Entrambi su McLaren, secondo una regola - non certo a favore dello spettacolo - che premia i piazzati quasi quanto i vincitori e non incentiva ad assumersi rischi per un successo che vale, in fondo, solo due punti più del secondo posto e quattro più del terzo. Se a Montecarlo, da quando negli anni Ottanta le dimensioni delle monoposto si sono decisamente allargate, i sorpassi sono divenuti impossibili, è legittimo pensare che il vero Gran Premio sia quello in scena sabato pomeriggio, per la conquista della pole position. Poi potrà anche accadere che per la prima volta nel 2007 sotto la bandiera a scacchi transiterà per primo chi non scatta al comando della gara, ma indubbiamente se c'è un posto dove il poleman è ultrafavorito questo è per le stradine di casa Grimaldi.
Nei test dei giorni scorsi, svolti però nel vicino ‘Paul Ricard', la Ferrari ha confermato di essere la vettura più in palla. Non ci sono apparenti ragioni per non ritenerla favorita, alla vigilia, anche del Gp di Monaco, nonostante la sua atipicità, con un Massa ipercaricato dalle due vittorie consecutive collezionate tra Bahrain e Montmelò ed un Raikkonen che a Montecarlo è sempre stato velocissimo. Strana la vita: il finlandese, acclamato prima guida per riportare l'iride a Maranello dopo l'addio di Schumacher, regolarmente battuto nei test invernali dal più veloce e affiatato compagno di squadra, è partito a spron battuto nei primi due Gp ma ora si trova ad inseguire in classifica e nel Principato dovrà attaccare senza commettere passi falsi, o rassegnarsi ad accettare il ruolo di scuderio di Massa.
Per il resto le tre vetture che Badoer ha collaudato in vista dell'evento monegasco non presentano altre sostanziali novità, salvo quelle che il circuito cittadino richiede. Ossia un irrobustimento delle sospensioni, dei semiassi, dei cerchi delle ruote, per resistere ad eventuali, possibili, contatti con cordoli e marciapiedi. Modificati anche l'angolo di sterzata della F2007, per poter affrontare il lentissimo anello della vecchia stazione e l'ultima virata (dedicata ad Anthony Noghes, il fondatore del Gp nel 1929), l'elettronica del cambio, sollecitato oltre quattromila volte in gara, mentre è stata addolcita l'erogazione del motore, che richiede molta più coppia rispetto alla brusca potenza. Fondamentale, con le nuove regole, trovare il giusto compromesso tra la velocità in qualifica e il carburante necessario a non farsi sopravanzare alla prima sosta, qualora una delle due Ferrari scattasse in testa al via. C'è chi sostiene che Raikkonen non abbia smaltito il cambio di squadra, che il miglior feeling con gli ingegneri sia ancora da raggiungere. Ma a Montecarlo non sono pochi a considerarlo il favorito.
Gian Paolo Grossi